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Bonus facciate 2020: come funzionano le nuove detrazioni

da Redazione | 10 Gennaio 2020

Bonus facciate: novità e limiti

Con la Legge di Bilancio 2020 sono stati introdotti alcuni importanti emendamenti che sembrano modificare gli incentivi fiscali concessi con il Bonus facciate.

Se una prima versione del bonus fiscale della Manovra 2020 prevedeva l’introduzione di un bonus privo di limiti e strettamente collegato agli incentivi sulle ristrutturazioni, di recente sono state invece aggiunte importanti limitazioni sui lavori di rifacimento esterno degli edifici.

Prima di conoscere tutte le novità introdotte, le spese ammesse e quelle escluse, analizziamo più da vicino il Bonus facciate 2020 per capire come funziona, dalle condizioni per ottenere il rimborso sui lavori alle aliquote previste per gli interventi.

Bonus facciate 2020: come funziona

Il bonus facciate è una delle importanti novità del 2020 per incentivare il rifacimento degli involucri esterni di edifici e abitazioni ad uso privato nel territorio italiano.

Questa forma di incentivazione fiscale verrà infatti applicata a tutti gli interventi volti al miglioramento del decoro architettonico delle parti frontali di interi edifici, sia palazzi che villette.

I lavori di restauro o di recupero delle facciate, compresa la ritinteggiatura senza la modifica del colore preesistente, beneficeranno di una detrazione fiscale pari al 90% delle spese sostenute e documentate in sede di dichiarazione dei redditi 2021.

Il bonus facciate prevede, infatti, una ripartizione delle quote di rimborso per dieci anni, esattamente come avviene per tutti gli altri bonus ristrutturazioni, a patto, ovviamente, di conservare ricevute e documentazione degli interventi eseguiti.

Il dettaglio più interessante del funzionamento del bonus facciate 2020, che lo distingue dalla maggior parte degli incentivi fiscali elargiti con la Manovra finanziaria, è la totale assenza di un limite di spesa.

Ciò significa che qualsiasi costo venga sostenuto nel corso del 2020 per la ristrutturazione e l’abbellimento delle facciate, sia che si tratti di un importo minimo che di un costo oneroso, si ha comunque diritto agli incentivi fiscali sulle spese sostenute.

Bonus facciate: spese incluse e lavori esclusi

La legge di Bilancio 2020 prevede che il bonus facciate venga applicato a tutte le spese documentate e sostenute dal 1° Gennaio 2020 al 31 Dicembre 2020 su interventi di manutenzione ordinaria, anche di semplice pittura e tinteggiatura, eseguiti sulle facciate esterne di edifici esistenti.

In particolare, si fa distinzione essenzialmente tra due zone di appartenenza degli edifici a cui spetta la detrazione al 90%:

  • Zona A ossia quelle aree caratterizzate da edifici e zone urbane di particolare interesse artistico e ambientale o di pregio storico;
  • Zona B che comprende le zone parzialmente edificate.

Secondo l’Articolo 25 della Legge di Bilancio sono coperte dagli incentivi fiscali al 90% tutti gli interventi di recupero o restauro di facciate esterne di edifici siti in Zona A e in Zona B, mentre ne sono totalmente esclusi quelli collocati in aree a bassa densità abitativa ossia le unità immobiliari isolate, che si trovano al di fuori delle zone urbane A e B.

Le spese coperte dagli incentivi fiscali al 90% riguarderanno lavori di natura ordinaria come:

  • Interventi sulle strutture opache delle facciate
  • Lavori su balconi, marmi e fregi
  • Pulitura della facciata
  • Lavori di tinteggiatura esterna
  • Ristrutturazione di ringhiere e finiture
  • Lavori di rifacimento dell’intonaco della facciata
  • Verniciatura di porte del garage

Le limitazioni di spesa, introdotte con la nuova versione della Legge di Bilancio, riguardano le spese relative a cavi e impianti, che non potranno essere ammesse tra i costi rimborsabili con il bonus facciate 2020.

Anche le spese di tipo termico che riguardano gli edifici collocati in Zona A e Zona B dovranno sottostare a specifiche limitazioni, secondo cui il rifacimento di almeno il 10% dell’intonaco della facciata dovrà prevedere il rispetto di precisi requisiti di efficienza energetica e dei valori di trasmittanza.

Questo vincolo obbligherà, pertanto, molti contribuenti a scegliere di eseguire il cappotto termico dell’edificio al fine di ottenere gli incentivi fiscali previsti dall’Ecobonus, le cui agevolazioni sono cumulabili con quelle previste dal bonus facciate.

In particolare, i bonus previsti sulle spese sostenute per gli interventi per cappotto termico che rispettino i requisiti previsti dal decreto ministeriale del 2010 ammontano al 90%, purché si tratti sempre di edifici collocati nelle zone A e B sopra menzionate.

L’Ecobonus si riduce al 65% in caso di lavori eseguiti su edifici collocati al di fuori di queste zone, l’aliquota può salire invece al 70% in caso di interventi effettuati per almeno il 25% della superficie lorda di un immobile ed eseguiti su parti condominiali.

Gli incentivi fiscali, infine, si riducono al 50% in caso di lavori sui balconi eseguiti su edifici collocati in altre zone e su parti comuni di edifici o su immobili di nuova costruzione e singole unità immobiliari, in caso di cambiamento di materiale, colore o finiture.

Agevolazioni fiscali facciate: a chi sono rivolte

Il Bonus facciate 2020 è rivolto a tutti i contribuenti che decidano di eseguire lavori di ristrutturazione e abbellimento della parte esterna dell’abitazione.

In particolare, come già accennato, le agevolazioni fiscali potranno essere richieste dai proprietari di immobili residenti nei centri storici (Zona A) o in agglomerati urbani parzialmente edificati (Zona B), mentre saranno esclusi dagli incentivi sulle spese sostenute i residenti delle zone di espansione urbanistica (Zona C).

A parte questa limitazione territoriale, potranno dunque beneficiare delle agevolazioni fiscali per il rifacimento delle facciate:

  • Nudi proprietari di immobili
  • Titolari di un diritto sull’immobile (chi lo possiede in usufrutto o comodato d’uso)
  • Familiari conviventi in particolare coniugi more uxorio o coniuge separato a cui sia intestata l’abitazione e parenti fino al terzo grado o affini fino al secondo grado purché sostengano le spese di ristrutturazione, sempre documentate tramite documenti e fatture.
  • Inquilini
  • Locatari
  • Soci di cooperative
  • Soci di società semplici
  • Imprenditori purché non facciano un uso commerciale dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Sono invece esclusi dal bonus facciate coloro che posseggono un reddito inferiore agli 8.000 euro ossia in zona no tax.

Il bonus facciate è in fase sperimentale ossia è limitato per ora soltanto al 2020 a fronte di una copertura calcolata su una percentuale ben definita di edifici.

In vigore dal 1°Gennaio 2020, l’agevolazione fiscale sarà immediatamente applicabile.

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