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Come ricaricare auto elettrica a casa

come ricaricare l'auto elettrica a casa

da Redazione | 13 Agosto 2021

Le macchine elettriche stanno acquistando una fetta sempre più importante all’interno del mercato delle auto. Andiamo ad analizzare qualche dato.

Pensate che nel primo mese del 2020 si sono registrate quasi 2000 immatricolazioni di e-car, dunque un 1,2% delle nuove auto comprate. Il dato è particolarmente rilevante se paragonato a quello di 12 mesi prima, quando erano state solo 283 le auto elettriche immatricolate. Una svolta è stata sicuramente data con l’adozione dell’Ecobonus auto, che ha previsto incentivi fiscali molto interessanti sull’acquisto di auto con basse emissioni inquinanti (inferiori a 70 g/km di CO2).

Uno dei motivi che però ha sempre spinto meno all’acquisto delle e-car, è la scarsa presenza delle colonnine di ricarica: 10.000 unità in tutto il territorio nazionale non è, purtroppo, un numero sufficiente per incentivare all’uso dell’elettrico. Ma una soluzione esiste: in questo articolo vi spiegheremo, infatti, come ricaricare auto elettrica a casa.

Come si ricarica l’auto elettrica a casa

Si tratta della scelta preferita dalla maggior parte dei proprietari di questa tipologia di veicoli. Come si fa? L’operazione è piuttosto semplice e prevede due opzioni:

  1. dotarsi di un sistema di alimentazione, che permetta di ricaricare l’auto attraverso le comuni prese di corrente domestiche e industriali;
  2. installare una piccola stazione di ricarica a muro, chiamata anche wallbox o home station. Tramite una wallbox il tempo di ricarica si riduce notevolmente. Questa centralina riesce, infatti, a regolare in automatico la quantità di energia da erogare (senza far saltare il contatore elettrico). Sul mercato esistono differenti tipi di wallbox in grado di regolare automaticamente il flusso in base agli assorbimenti della casa, oppure collegabili all’impianto fotovoltaico (al fine di usufruire dell’energia solare). La wallbox è utile anche se si vive in un condominio, e se non si ha a disposizione un box privato. In questo caso bisogna far approvare la sua installazione da un’assemblea condominiale: se quest’ultima non dà l’approvazione, la persona interessata può ugualmente provvedere all’installazione, ma interamente a sue spese.

Gli incentivi per comprare la wallbox

Gli incentivi per acquistare la wallbox seguono il percorso del credito d’imposta. Detto in altre parole, essi sono assimilati ai normali interventi di ristrutturazione edilizia. Quindi danno diritto a uno “sconto fiscale” del 50% sul costo dell’intervento, recuperabile in 10 anni in dichiarazione dei redditi. La novità è che sono esclusi però gli impianti di ricarica domestica più comuni, cioè quelli che erogano la potenza standard di 3 kW. Chi, con questa stessa potenza, volesse installare una wallbox accedendo all’incentivo, dovrebbe dunque richiedere al fornitore l’aumento della potenza contrattuale (fino a 7 kW). L’incentivo copre sia le spese di acquisto e d’installazione del caricatore, sia quelle per l’adeguamento contrattuale.

I tempi di ricarica

Quanto tempo ci vuole per ricaricare l’auto elettrica a casa? Dipende soprattutto dalla potenza con cui si ricarica (espressa in kW) e dalla potenza accertata dal caricabatteria interno al veicolo. Se ci dovesse essere disparità tra i due valori, ricordatevi che è sempre quello più basso a determinare i tempi.

Facciamo un esempio: data una potenza del contatore di casa pari a 4,5 kW e una del caricabatteria interna di 3,7 kW, il veicolo verrà caricato proprio a 3,7 kW.

Considerate che una ricarica completa per una batteria di quella potenza oscilla tra le 5 e le 6 ore, mentre per il doppio della potenza serve la metà del tempo. La maggior parte delle auto elettriche percorre mediamente delle distanze brevi, comunque non superiori ai 50 chilometri al giorno. Per queste è sufficiente caricare la batteria in modalità lenta durante la sosta. Vi ricordiamo infatti che le batterie al litio preservano l’energia accumulata, e hanno piccole ricariche parziali anche se la vostra auto è parcheggiata!

I costi di ricarica

Bisogna sottolineare un fatto: non esiste una spesa fissa per le auto elettriche da ricaricare a casa. Il costo dipende infatti dalla tariffa applicata dal fornitore dell’energia elettrica domestica: per l’energia che si consuma per ricaricare un veicolo elettrico viene applicata la stessa tariffa dei consumi domestici. Per questo motivo, è opportuno scegliere un’offerta luce conveniente che tenga in considerazione questa esigenza.

Come abbiamo detto precedentemente, il costo della ricarica di una e-car confluisce nella bolletta: tuttavia non c’è bisogno di alcuna richiesta o autorizzazione da parte del gestore di rete, in quanto l’auto elettrica va considerata alla stregua di un comune elettrodomestico. Se necessario, è però possibile richiedere l’aumento della potenza del contatore, portandolo dagli standard 3 kW a 4,5 o 6 kW.

Considerate che la maggior parte degli italiani riesce a soddisfare l’esigenza della ricarica dell’auto elettrica con i classici 3 kW: il raddoppio delle utenze per ricaricare il veicolo comporta purtroppo un notevole sovrapprezzo, in quanto si rischia di incorrere nella maggiorazione dei costi per la parte fissa e non a consumo.

Quanta energia si consuma con la ricarica?

Sul consumo influiscono nello specifico due variabili: il modello del veicolo e la grandezza della batteria. Maggiore è la dimensione della batteria e maggiori, naturalmente, diventano autonomia e consumo. A determinare i consumi è il rapporto tra km e kWh (chilometri e chilowattora), che è equiparabile a quello chilometri/litro nei veicoli a benzina.

Le auto elettriche attualmente in commercio oscillano tra i 200 e i 400 chilometri con il massimo della carica, e hanno un consumo compreso tra i 6 e gli 8 km/kwH. Considerando che, per una potenza di 3kW, il costo di un kWh si attesta intorno a 0,20 €, significa che con un euro si percorrono quasi 40 chilometri.

La svolta delle auto elettriche: la tecnologia Vehicle to Grid o V2G

La tecnologia Vehicle to Grid, ovvero V2G, è il futuro della mobilità elettrica. Essa consente il flusso elettrico bidirezionale attraverso le colonnine di ricarica fra i veicoli elettrici e la rete, dando la possibilità alle batterie delle auto di cedere energia elettrica al sistema (così che possa accumularla per gestire i picchi di richiesta). Grazie al sistema V2G inoltre è possibile modulare la velocità della ricarica della macchina, regolando i kW emessi. Immaginando che la maggior parte delle ricariche saranno effettuate durante la notte, si potrà approfittare di questa possibilità per abbattere ulteriormente i costi. Resta da capire se, a causa di questo meccanismo, le batterie si consumeranno più velocemente e che costi comporterà questa usura accelerata.

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