La transizione energetica e digitale delle imprese italiane entra in una nuova fase. Con l’introduzione del nuovo Iper Ammortamento 2026, il legislatore ha scelto di sostituire i precedenti crediti d’imposta legati ai programmi Transizione 4.0 e 5.0 con uno strumento fiscale strutturale, pensato per incentivare gli investimenti in innovazione, efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili.
Per le aziende si tratta di un’opportunità significativa: investire oggi in tecnologie avanzate, impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo può tradursi in una consistente riduzione del carico fiscale per molti anni, migliorando allo stesso tempo competitività e sostenibilità.
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Cos’è l’Iper Ammortamento 2026?
L’Iper Ammortamento 2026 è una misura fiscale introdotta dalla Legge n. 199/2025 che consente alle imprese di beneficiare di una maxi deduzione fiscale sugli investimenti effettuati in determinati beni strumentali nuovi, destinati alla trasformazione tecnologica e digitale o alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
A differenza dei precedenti incentivi basati sul credito d’imposta, il nuovo sistema opera attraverso una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, riducendo l’imponibile IRES o IRPEF dell’impresa lungo l’intero periodo di ammortamento del bene.
In altre parole, non si riceve un contributo immediato, ma si pagano meno tasse negli anni successivi grazie a una maggiore quota deducibile.
La misura si applica agli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Perché è stato introdotto?
L’obiettivo del Governo è sostenere la crescita delle imprese attraverso investimenti che favoriscano:
- transizione energetica
- innovazione digitale
- Industria 4.0
- autoconsumo energetico
- riduzione dei costi energetici
- competitività del sistema produttivo italiano
La misura punta inoltre a incentivare l’adozione di tecnologie innovative e l’utilizzo di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione.
Come funziona la maxi deduzione fiscale?
Il principio è semplice: il costo dell’investimento viene fiscalmente aumentato rispetto al valore reale sostenuto dall’impresa.
Nel primo scaglione, un investimento da 100.000 euro può generare una base fiscale pari a 280.000 euro, grazie a una maggiorazione del 180% rispetto al costo originario.
Questo comporta una significativa riduzione delle imposte dovute nel corso degli anni.
Secondo le simulazioni riportate nella documentazione tecnica, per gli investimenti rientranti nel primo scaglione il risparmio fiscale IRES può arrivare a circa il 43,2% del valore dell’investimento.
Le aliquote previste
La misura è articolata in diversi scaglioni di investimento annuale.
Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro è prevista una maggiorazione del 180%, che porta il costo fiscale al 280%.
Per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro la maggiorazione scende al 100%, mentre per quelli tra 10 e 20 milioni di euro si applica una maggiorazione del 50%.
Oltre i 20 milioni di euro non è prevista alcuna agevolazione sulla quota eccedente.
È importante ricordare che tali soglie si applicano su base annuale e non sull’intero periodo 2026-2028.
Quali imprese possono accedere all’incentivo?
Uno degli aspetti più interessanti del nuovo incentivo fiscale imprese 2026 è la sua ampia platea di beneficiari.
Possono accedere tutte le imprese titolari di reddito d’impresa, indipendentemente da:
- settore economico;
- forma giuridica;
- dimensione aziendale.
Rientrano quindi piccole, medie e grandi imprese operanti nei settori manifatturiero, commerciale, dei servizi e dell’edilizia.
Sono invece esclusi i soggetti che adottano il regime forfettario e le imprese coinvolte in determinate procedure concorsuali.
Un aspetto fondamentale: l’azienda deve produrre utili
Poiché il beneficio opera come deduzione fiscale, è particolarmente vantaggioso per le imprese che generano reddito imponibile.
Le aziende in perdita possono comunque accedere all’agevolazione, ma il beneficio si tradurrà in una maggiore perdita fiscale riportabile agli esercizi successivi, senza produrre un vantaggio immediato.
Per questo motivo il nuovo iper ammortamento per le imprese rappresenta uno strumento particolarmente efficace per realtà economicamente solide e con prospettive di crescita.
Quali beni sono agevolabili?
La normativa individua due grandi categorie di investimenti incentivati.
Da un lato troviamo i beni legati alla Industria 4.0, cioè macchinari, impianti, robot, software industriali, sistemi di automazione e tecnologie digitali interconnesse.
Dall’altro lato rientrano gli investimenti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.
Tra questi troviamo:
- impianti fotovoltaici per autoconsumo
- sistemi di accumulo energetico
- impianti eolici e altre tecnologie FER
- componenti strettamente connesse alla produzione e gestione dell’energia rinnovabile.
Iper Ammortamento e fotovoltaico: un’opportunità strategica
Per molte imprese la combinazione tra fotovoltaico per aziende e iper ammortamento 2026 rappresenta probabilmente l’aspetto più interessante della misura.
L’investimento in un impianto fotovoltaico consente infatti di ottenere un doppio beneficio: da una parte la riduzione dei costi energetici attraverso l’autoconsumo dell’energia prodotta, dall’altra il vantaggio fiscale derivante dalla maggiorazione delle quote deducibili.
In un contesto caratterizzato da prezzi dell’energia ancora soggetti a volatilità, l’autoproduzione energetica diventa un importante fattore di competitività.
Attenzione ai requisiti dei moduli fotovoltaici
Per gli impianti fotovoltaici sono previsti specifici requisiti. La normativa richiede infatti l’utilizzo di moduli appartenenti alle categorie individuate dall’ENEA e prodotti nell’Unione Europea, secondo i criteri stabiliti dalla disciplina vigente.
Si tratta di un elemento da considerare già in fase di progettazione dell’impianto, per evitare di compromettere l’accesso all’agevolazione.
Come si accede al beneficio?
Uno dei punti di forza della misura è l’assenza di click day o graduatorie. L’impresa deve seguire una procedura gestita dal GSE che prevede:
- comunicazione preventiva dell’investimento;
- conferma dell’investimento con documentazione relativa agli acconti;
- comunicazione finale di completamento e interconnessione del bene.
L’accesso avviene attraverso una piattaforma dedicata del GSE utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica.
È cumulabile con altri incentivi?
La normativa prevede la possibilità di cumulare il beneficio con altre agevolazioni compatibili, purché non si verifichi una doppia copertura del medesimo costo sostenuto.
Tra gli strumenti che possono risultare compatibili figura, ad esempio, la Nuova Sabatini, spesso utilizzata per finanziare investimenti produttivi.
Vista la complessità della materia, è sempre opportuno effettuare una verifica preventiva con il proprio consulente fiscale.
Il ruolo di Energit
Per molte imprese il nuovo iper ammortamento 2026 rappresenta un’occasione concreta per accelerare la transizione energetica riducendo al contempo il carico fiscale.
In questo scenario Energit può affiancare aziende e professionisti nella valutazione delle opportunità offerte dalla misura, supportando la progettazione di soluzioni energetiche orientate all’autoconsumo e all’efficienza.
Grazie alla propria esperienza nel settore energetico, Energit può aiutare le imprese a individuare impianti e tecnologie compatibili con i requisiti normativi, massimizzando il ritorno economico dell’investimento e contribuendo alla riduzione dei consumi energetici nel lungo periodo.
Il nuovo Iper Ammortamento 2026 è una delle più importanti agevolazioni fiscali dedicate alle imprese negli ultimi anni. La possibilità di beneficiare di una maxi deduzione fiscale, unita ai vantaggi derivanti dall’autoproduzione energetica e dall’innovazione tecnologica, offre alle aziende uno strumento concreto per migliorare competitività, sostenibilità e solidità finanziaria.
Per chi sta valutando un investimento in impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo o tecnologie Industria 4.0, il periodo 2026-2028 potrebbe rappresentare il momento ideale per trasformare un costo in un’opportunità di crescita.
Con il supporto di Energit, ogni impresa può affrontare questo percorso con maggiore consapevolezza, individuando le soluzioni energetiche più adatte alle proprie esigenze e valorizzando al massimo le opportunità offerte dalla normativa.


