I pannelli fotovoltaici sono progettati per funzionare molti anni, ma prima o poi può essere necessario sostituirli. Un modulo può essere rimosso, infatti, perché ha raggiunto il termine della propria vita utile, ma anche perché è stato danneggiato oppure perché deve essere sostituito nell’ambito di un intervento di ammodernamento dell’impianto.
Quando arriva questo momento, i pannelli non possono essere semplicemente gettati tra i rifiuti comuni: sono infatti classificati come RAEE, cioè Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e la loro gestione è regolamentata dalla normativa.
Capire quindi come smaltire i pannelli fotovoltaici significa sapere dove conferirli, chi deve occuparsi delle operazioni e quali regole si applicano in base alla tipologia e alla potenza dell’impianto. Vediamo meglio tutti questi aspetti.
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Quando smaltire e rimuovere i pannelli fotovoltaici?
I moduli fotovoltaici hanno una lunga vita operativa e possono continuare a produrre energia per molti anni, per questo prima di procedere allo smaltimento dei pannelli conviene capire se sia veramente necessario sostituirli.
Un calo nella resa dell’impianto, ad esempio, non implica sempre la necessità di sostituire i moduli. Prima di intervenire sui pannelli, occorre verificare se il problema dipenda davvero dal modulo o da altri componenti del sistema, come l’inverter, i cavi di collegamento, l’accumulo di sporco o nuovi ombreggiamenti. Prima di rimuoverli, è quindi opportuno valutare se sia possibile ripararli e se la loro sostituzione sia effettivamente conveniente.
Quanto dura un pannello fotovoltaico?
La durata effettiva dei pannelli solari dipende dalla tecnologia, dalla qualità del prodotto, dalle condizioni ambientali e dalla manutenzione dell’impianto. In generale, sono progettati per un funzionamento di diversi decenni, con una progressiva riduzione delle prestazioni nel corso del tempo.
I pannelli solari di moderna generazione garantiscono una vita utile media compresa tra 25 e 30 anni. Superata la soglia dei 25 anni, l’impianto continua generalmente a produrre energia, ma con un’efficienza ridotta, di solito attorno all’80% della capacità nominale iniziale.
La fine della vita utile non coincide quindi necessariamente con un improvviso arresto della produzione: spesso il modulo continua a funzionare, ma con prestazioni inferiori rispetto a quelle iniziali.
La rimozione e lo smaltimento dei moduli si rendono quindi necessari principalmente in tre scenari:
- fine vita utile fisiologica: quando la produzione diventa significativamente inferiore rispetto alle esigenze dell’impianto;
- danni strutturali e gusti: il pannello presenta danni che ne compromettono il funzionamento come la rottura del vetro protettivo, delaminazione, danni da grandine estrema o fulminazione, ma anche guasti elettrici irreparabili;
- revamping o repowering: quando si valuta un intervento di ammodernamento sostituendo i vecchi moduli con tecnologie di nuova generazione a più alta efficienza per ottimizzare lo spazio disponibile sul tetto;
In tutti questi casi, quando il pannello non è più utilizzabile, è importante pianificare correttamente sia la rimozione sia l’avvio alla filiera RAEE.
Di chi è la responsabilità dello smaltimento?
Innanzitutto, l’identificazione del soggetto responsabile (chi paga e chi organizza) e le modalità di finanziamento dello smaltimento dipendono principalmente da due fattori:
- la data di immissione sul mercato o di installazione (con la data spartiacque del 12 aprile 2014 collegata all’applicazione della disciplina del D.Lgs. 49/2014 e alla gestione dei RAEE fotovoltaici);
- la tipologia e potenza dell’impianto (distinguendo tra RAEE domestici e RAEE professionali).
Raccolta differenziata: come vengono classificati i pannelli fotovoltaici?
Come abbiamo visto, i pannelli fotovoltaici rientrano nella filiera dei RAEE, acronimo che significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Con questo termine si indicano tutti quei dispositivi che funzionano grazie alla corrente elettrica o a campi elettromagnetici e che, una volta giunti a fine vita, non possono essere smaltiti come rifiuti comuni.
I RAEE includono quindi una vasta gamma di oggetti: dagli elettrodomestici come lavatrici e frigoriferi, fino a computer, telefoni e, appunto, i moduli fotovoltaici.
La loro gestione è regolata da una normativa specifica perché contengono materiali che possono essere recuperati e riutilizzati, ma anche sostanze che, se disperse nell’ambiente, potrebbero risultare dannose.
Per questo motivo i pannelli fotovoltaici non devono essere conferiti insieme ai normali rifiuti domestici o ingombranti, ma devono seguire un percorso dedicato di raccolta e trattamento.
Differenza tra impianti domestici e professionali
Per gli impianti fotovoltaici si distingue tra RAEE domestici e professionali. Si tratta di una differenza particolarmente importante perché cambia la procedura di gestione del pannello e, in determinate situazioni, anche chi sostiene i relativi costi di smaltimento.
- RAEE domestici: impianti con potenza inferiore a 10 kW; conferimento presso Centri di Raccolta autorizzati e gestione generalmente gratuita tramite sistema RAEE.
- RAEE professionali: impianti con potenza pari o superiore a 10 kW; gestione tramite operatori autorizzati, sistemi dedicati e possibili costi di rimozione, trasporto e trattamento.
Pertanto, un vecchio pannello non deve essere portato autonomamente in un normale centro di raccolta senza prima verificare che la struttura sia effettivamente abilitata a ricevere questa tipologia di RAEE.
Come smaltire pannelli fotovoltaici: procedure per impianti domestici
Per gli impianti con potenza nominale inferiore a 10 kW, i moduli rientrano nella categoria dei RAEE fotovoltaici domestici. Se possiedi un impianto residenziale con questa potenza, l’iter di smaltimento è piuttosto semplice:
- smontaggio e sicurezza: fai disinstallare i moduli a un installatore o elettricista qualificato che certificherà la messa in sicurezza dell’impianto elettrico;
- trasporto all’Isola Ecologica: trasporta i moduli (o concorda il ritiro con la municipalizzata locale) presso il Centro di Raccolta RAEE del tuo comune abilitato al ritiro del raggruppamento R4.
- gratuità dello smaltimento: il conferimento è completamente gratuito per il cittadino, in quanto il finanziamento della gestione è posto a carico dei produttori attraverso il sistema RAEE.
Infine, quando la dismissione riguarda un impianto incentivato con il Conto Energia, può essere necessario produrre e conservare la documentazione richiesta dal GSE (Gestore Servizi Energetici) per dimostrare la corretta consegna dei moduli.
Come smaltire i pannelli fotovoltaici di un impianto professionale
Per gli impianti con potenza pari o superiore a 10 kW, i moduli sono invece classificati come RAEE professionali.
In questo caso la procedura è generalmente più strutturata rispetto a quella prevista per un piccolo impianto domestico. Possono essere necessari il ritiro e il trasporto tramite operatori autorizzati, la documentazione relativa al trasferimento del rifiuto e la certificazione del corretto trattamento. Richiede, quindi, il rispetto di precisi passaggi amministrativi e ambientali:
- incarico a filiera autorizzata: la dismissione deve essere affidata a un trasportatore iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e destinata a un impianto di trattamento autorizzato o gestito da un sistema collettivo;
- tracciabilità e documentazione: ogni trasporto deve essere tracciato tramite il FIR (Formulario di Identificazione del Rifiuto) e gestito secondo determinati requisiti.
Come smaltire i pannelli fotovoltaici storici
Il 12 aprile 2014 rappresenta una data importante nella storia normativa della gestione dei pannelli fotovoltaici in Italia. Da quel momento il D.Lgs. 49/2014 ha disciplinato infatti in modo organico la gestione dei RAEE, includendo anche i rifiuti derivanti dai moduli fotovoltaici.
Per i pannelli più vecchi, soprattutto nell’ambito degli impianti professionali, la normativa distingue i cosiddetti RAEE storici e prevede regole differenti rispetto a quelle applicabili ai moduli immessi successivamente, soprattutto per la ripartizione delle responsabilità.
Per questo, quando si deve smaltire un impianto installato molti anni fa, è importante conoscere la data di riferimento e verificare la situazione specifica anziché applicare automaticamente le regole previste per gli impianti più recenti.
Quanto costa smaltire i pannelli fotovoltaici?
Come abbiamo visto, non esiste un unico costo per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici valido per tutti gli impianti. La spesa può dipendere dalla tipologia di RAEE, dal numero e dal peso dei moduli, dalla necessità di rimuoverli dal tetto o dalla struttura, dal trasporto e dalle modalità di trattamento.
Per i RAEE domestici conferiti presso i Centri di Raccolta secondo le modalità previste, il conferimento è gratuito, restano quindi a carico del privato soltanto i costi tecnici relativi allo smontaggio del tetto e all’eventuale trasporto.
Nel caso degli impianti professionali, invece, possono entrare in gioco costi relativi a rimozione, movimentazione, trasporto e gestione del rifiuto, secondo le responsabilità previste dalla normativa e dal contratto con il soggetto incaricato.
Negli impianti incentivati dal Conto Energia, inoltre, il GSE può trattenere dagli incentivi una quota destinata a garantire la copertura dei costi di gestione dei RAEE fotovoltaici. Anche in questo caso, le modalità variano tra impianti domestici e professionali.
Che fine fanno i pannelli dopo la raccolta? Riciclo e recupero dei materiali
Il termine smaltimento può far pensare alla semplice eliminazione del pannello, ma il processo prevede soprattutto il recupero e trattamento dei materiali.
Grazie alle tecnologie attuali, infatti, la quasi totalità dei componenti dei pannelli solari è recuperabile, trasformando un potenziale rifiuto in una risorsa strategica per l’economia circolare. In generale, è possibile recuperare una percentuale del 95-98% dei materiali, anche se la percentuale effettiva varia in funzione della tecnologia del pannello e del processo di trattamento utilizzato.
Una volta arrivati in un impianto autorizzato, i moduli vengono sottoposti a lavorazioni che permettono di separare le diverse componenti: il vetro rappresenta una parte importante del peso del pannello e viene riciclato in vetrerie industriali, ma possono essere recuperati anche alluminio, rame, silicio e altri materiali presenti nelle celle e nei collegamenti.
Perché il riciclo dei pannelli fotovoltaici è importante?
La gestione del fine vita rappresenta una parte importante del ciclo vitale di qualsiasi tecnologia energetica. Nel caso del fotovoltaico, la possibilità di recuperare la maggior parte dei materiali contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti e a sostenere un modello di economia circolare.
Per questo è importante non abbandonare mai un vecchio pannello o conferirlo nella raccolta dei rifiuti ordinari: seguire la filiera RAEE per il riciclo dei pannelli consente di ridurre la quantità di materiali destinati allo smaltimento finale e di reintrodurre nel ciclo produttivo materie prime che possono essere nuovamente utilizzate.
Non solo per recuperare materie prime preziose, ma il riciclo dei pannelli è necessario anche per proteggere l’ambiente dai materiali tossici: alcuni componenti interni o di saldatura, infatti, possono risultare altamente inquinanti se dispersi nell’ambiente o smaltiti in modo scorretto.
Riciclare correttamente significa quindi evitare la contaminazione del suolo e delle falde acquifere, riducendo lo smaltimento in discarica e trasformando un potenziale rifiuto in una nuova risorsa.
Checklist pratica per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici
- verificare la potenza dell’impianto: sotto i 10 kW si parla di RAEE domestici, mentre da 10 kW in su di RAEE professionali;
- conoscere la data dell’impianto: il 12 aprile 2014 è una data importante per determinare la disciplina applicabile ad alcune categorie di moduli;
- se l’impianto beneficia di incentivi GSE: in questo caso possono esserci specifici obblighi di gestione e documentazione;
- individuare il centro o l’operatore corretto: per i RAEE domestici è possibile verificare i Centri di Raccolta abilitati, mentre per quelli professionali occorre rivolgersi a soggetti autorizzati;
- conservare la documentazione: soprattutto per impianti incentivati, la prova della corretta consegna e del trattamento può essere necessaria;
- individuare il personale qualificato per la rimozione: smontare i moduli da un tetto o da una struttura non è un’operazione da effettuare autonomamente.
Infine, ricorda di non smaltire i pannelli nei rifiuti ordinari perché devono essere gestiti attraverso la filiera RAEE.
Pensa al presente, al futuro ci pensa Energit
Il corretto fine vita dei pannelli è parte integrante di una gestione responsabile dell’impianto fotovoltaico. Ma con un impianto progettato per durare nel tempo, rimandi il momento della dismissione di decenni.
Con Energit, il fotovoltaico viene pensato come un investimento che guarda all’intero ciclo di vita dell’impianto: dalla scelta della soluzione più adatta alle esigenze energetiche fino alla gestione e al supporto necessario. L’obiettivo è puntare su tecnologie affidabili e su un impianto progettato per produrre energia in modo efficiente e soprattutto duraturo.
Con un impianto progettato per durare nel tempo, lo smaltimento e il degrado delle prestazioni diventano così l’ultima delle tue preoccupazioni, lasciando spazio solo al risparmio energetico quotidiano.


