Ridurre i costi energetici e investire nelle energie rinnovabili è oggi una priorità strategica per il settore agricolo. Con il nuovo Bando Agrisolare 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) mette a disposizione importanti risorse per sostenere la transizione energetica delle aziende agricole italiane.
La misura, denominata “Facility Parco Agrisolare”, rientra tra gli interventi finanziati dal PNRR e prevede una dotazione complessiva di 789 milioni di euro destinati all’installazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati agricoli. L’obiettivo è duplice: ridurre il costo dell’energia per le imprese e favorire la diffusione di sistemi di produzione energetica sostenibile senza consumare nuovo suolo agricolo.
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Facility Parco Agrisolare 2026: un’opportunità per le imprese agricole
Il nuovo bando Agrisolare 2026 rappresenta una delle principali opportunità di investimento nel settore agroenergetico. Le imprese agricole, infatti, affrontano costi energetici sempre più rilevanti, che in molti casi possono arrivare a incidere per circa il 20% dei costi variabili aziendali.
Attraverso questa misura, lo Stato riconosce un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese sostenute per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di strutture esistenti come capannoni, stalle o serre.
La scelta di installare gli impianti sulle coperture degli edifici permette di produrre energia rinnovabile senza sottrarre terreno alle attività agricole.
Cosa finanzia il Bando Agrisolare 2026
Il programma non riguarda esclusivamente l’installazione di pannelli fotovoltaici. Il bando prevede infatti la possibilità di finanziare diversi interventi integrati con un unico progetto.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- impianti fotovoltaici con potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp
- rimozione e smaltimento dell’amianto o dell’eternit presenti nelle coperture
- rifacimento del tetto con isolamento termico e sistemi di aerazione
- installazione di sistemi di accumulo energetico (batterie)
- realizzazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici
Questi interventi permettono non solo di produrre energia pulita ma anche di migliorare l’efficienza energetica complessiva degli edifici aziendali.
Procedura a sportello: attenzione alle scadenze
Il bando Agrisolare 2026 prevede una procedura a sportello, il che significa che le domande verranno valutate in ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Il portale del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) aprirà il 10 marzo 2026 alle ore 12:00 e resterà attivo fino al 9 aprile 2026
Poiché i fondi disponibili, in particolare i 315 milioni destinati alle regioni del Sud, tendono a esaurirsi rapidamente, è fondamentale presentare la domanda con tutta la documentazione pronta fin dal primo giorno utile.
Per questo motivo è consigliabile predisporre in anticipo progetto tecnico, preventivi e asseverazioni richieste.
Le principali novità del Bando Agrisolare 2026
Rispetto alle edizioni precedenti (2022, 2023 e 2024), la nuova misura introduce alcune importanti innovazioni.
Una delle novità più rilevanti riguarda la priorità assegnata ai nuovi beneficiari. Il bando infatti favorisce le aziende che non hanno mai ricevuto incentivi nelle precedenti edizioni del programma Agrisolare oppure che hanno rinunciato prima della pubblicazione di questo nuovo avviso.
Un’altra novità riguarda la qualità dei componenti installati. Il bando prevede una corsia preferenziale e massimali di spesa più elevati per gli impianti realizzati con moduli fotovoltaici iscritti al Registro ENEA in categoria B o C. Inoltre, per la prima volta vengono riconosciute tra i soggetti aggregati anche le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), accanto alle ATI, alle reti d’impresa e ai raggruppamenti temporanei.
Infine, è stato significativamente aumentato il massimale di spesa per beneficiario, che può arrivare fino a 2.260.000 euro.
Chi può partecipare al bando
Il bando è rivolto a diversi soggetti operanti nel settore agricolo e agroindustriale. Possono accedere agli incentivi:
- imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria
- imprese agroindustriali
- cooperative agricole e relativi consorzi
- soggetti aggregati come ATI, RTI, reti d’impresa o Comunità Energetiche Rinnovabili
Questa ampia platea consente a molte realtà produttive di cogliere l’opportunità di investire nella produzione di energia rinnovabile.
Quanto finanzia il Bando Agrisolare 2026
Il contributo riconosciuto varia in base alla tipologia di attività svolta dall’azienda. Per le imprese attive nella produzione agricola primaria, il contributo può arrivare fino all’80% a fondo perduto, a condizione che l’impianto sia dimensionato per l’autoconsumo o l’autoconsumo condiviso.
Per le imprese impegnate nella trasformazione dei prodotti agricoli, le percentuali cambiano in base alla potenza dell’impianto:
- fino all’80% per impianti fino a 200 kWp
- 65% per impianti tra 200 e 500 kWp
- 50% per impianti tra 500 e 1.000 kWp
Per altri casi, come la trasformazione in prodotti non agricoli o gli impianti non destinati esclusivamente all’autoconsumo, il contributo base parte dal 30%, con possibilità di incremento grazie a specifiche maggiorazioni.
Le piccole imprese possono ottenere un aumento del 20%, le medie imprese del 10%, mentre le aziende situate nelle zone assistite del Mezzogiorno possono beneficiare di un ulteriore incremento del 15%.
Massimali di spesa per gli interventi
Il bando stabilisce anche precisi limiti di spesa per ciascuna tipologia di intervento. Il massimale complessivo per beneficiario è pari a 2.260.000 euro, suddiviso tra diverse categorie di investimento.
Per gli impianti fotovoltaici il limite massimo è di 1.500.000 euro, con costi ammissibili fino a 1.500 €/kWp nel caso di utilizzo di moduli ENEA categoria B o C, oppure fino a 1.000 €/kWp per moduli di categoria A. Gli interventi complementari, come rimozione dell’amianto, isolamento termico e sistemi di aerazione, possono essere finanziati fino a 700.000 euro, con un tetto di 700 €/kWp installato.
Per i sistemi di accumulo il contributo può arrivare fino a 50.000 euro, mentre per le colonnine di ricarica il limite è fissato a 10.000 euro.
Tempistiche dei progetti
Il calendario del bando è piuttosto stringente e richiede una pianificazione accurata. Dopo l’apertura dello sportello GSE il 10 marzo 2026, le aziende dovranno attendere l’atto di concessione del contributo prima di avviare i lavori.
È importante ricordare che qualsiasi attività preliminare vincolante, come la firma di un preventivo o l’acquisto di componenti, può essere considerata come inizio lavori e comportare l’esclusione dal bando. Una volta ottenuto il finanziamento, il progetto dovrà essere completato entro 18 mesi dalla concessione, con un termine ultimo fissato al 31 dicembre 2028.
Modalità di erogazione del contributo
Il contributo viene erogato in due fasi principali. Le imprese possono richiedere un anticipo fino al 30% del contributo concesso al momento della comunicazione di avvio dei lavori. In questo caso è necessario presentare una fideiussione bancaria o assicurativa.
Il saldo finale viene invece erogato dopo la conclusione dei lavori, una volta caricata tutta la documentazione di rendicontazione sul portale GSE entro 60 giorni dalla fine dell’intervento.
Requisiti degli immobili
Gli impianti fotovoltaici devono essere installati su fabbricati esistenti e strumentali all’attività agricola. Sono particolarmente adatti gli edifici accatastati in categoria D/10 o quelli che possiedono l’annotazione di ruralità fiscale. Nel caso di altre categorie catastali, sarà comunque possibile accedere al contributo dimostrando con documentazione adeguata che l’immobile è effettivamente utilizzato per l’attività agricola dell’impresa.
Cumulabilità con altri incentivi
Un aspetto interessante della misura riguarda la possibilità di combinare il contributo Agrisolare con altri strumenti di incentivazione.
Il finanziamento è infatti cumulabile con altre agevolazioni, come la Nuova Sabatini, il Conto Termico o gli aiuti in regime de minimis, purché non venga superata l’intensità massima di aiuto prevista dalla normativa europea e non si richieda il doppio finanziamento per gli stessi costi.
Energit al fianco delle imprese agricole
La transizione energetica rappresenta una grande opportunità per il settore agricolo. Investire nel fotovoltaico significa ridurre i costi energetici, migliorare la sostenibilità delle attività produttive e aumentare la competitività delle imprese.
Energit supporta le aziende agricole nell’analisi delle opportunità offerte dal Bando Agrisolare 2026, affiancando gli imprenditori nella valutazione dei progetti e nella scelta delle soluzioni energetiche più efficienti.
Grazie all’esperienza nel settore dell’energia e delle rinnovabili, Energit aiuta le imprese a trasformare i tetti dei propri edifici in una risorsa strategica per il futuro, contribuendo allo sviluppo di un’agricoltura più sostenibile e autonoma dal punto di vista energetico.








