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Cos’è e come funziona la micromobilità elettrica

da Redazione | 28 Aprile 2020

Il tema dell’inquinamento atmosferico e del riscaldamento globale del Pianeta hanno avuto negli ultimi anni un ruolo sempre più incalzante nella sensibilità pubblica a tal punto da animare anche il dibattito politico verso soluzioni di mobilità sostenibile.

Il futuro oggi si orienta sempre più verso la micro-mobilità urbana nell’obiettivo di creare uno spazio sempre maggiore per pedoni e biciclette a fronte di una minore circolazione delle auto per ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera.

Nata in forma sperimentale nell’estate 2019, la circolazione di veicoli elettrici in ambito urbano è stata liberalizzata solamente all’inizio del 2020, quando monopattini, hoverboard, segway e monowheel sono stati equiparati alle biciclette e obbligati al rispetto dei limiti del Codice della Strada.

Ma andiamo con ordine per cercare di capire come si è giunti a questi importanti cambiamenti della mobilità quotidiana in città e quali sono state le novità introdotte dall’ultimo decreto, vediamo innanzitutto che cosa è la micromobilità elettrica.

Micromobilità elettrica: che cosa è e come funziona

Piccoli veicoli elettrici oggi affiancano le auto di nuova generazione nella lotta all’inquinamento, offrendo anche una soluzione di spostamento rapido ed ecologico che può sostituire l’uso della bicicletta.

Tra questi mezzi, oltre ai monopattini elettrici che tutti conosciamo, si diffondono sempre di più i segway, dispositivi che funzionano sfruttando una combinazione di informatica, meccanica ed elettronica, i monowheel, strumenti simili all’uniciclo e dotato di una sola ruota e gli hoverboard, veicoli dotati di ruote parallele che consentono il trasporto di persone a bordo in posizione di equilibrio sfruttando sensori giroscopici e dispositivi elettronici di bordo.

Micromobilità elettrica: il decreto Toninelli per la sperimentazione

Il Codice della strada non prevedeva fino a qualche tempo fa la libera circolazione di questi mezzi di locomozione urbana, come si è spesso evidenziato dall’applicazioni di sanzioni sull’uso del monopattino in contesti cittadini.

Proprio per l’esigenza di regolarizzare l’uso di questi veicoli elettrici nel mese di Luglio 2019 viene firmato dal Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, un decreto ministeriale che ne definisce nel dettaglio le caratteristiche, avviando una fase sperimentale per la circolazione su aree urbane e strade.

In particolare, in questa fase, si stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, dietro delibera del comune, su strade con limite massimo di velocità pari a 30 km/h e su piste ciclabili e percorsi pedonali in corsia riservata osservando una velocità non superiore ai 20 km/h per monopattini e segway e inferiori ai 6 km/h per monowheel e hoverboard.

Oltre a stabilire che tutti i mezzi fossero provvisti di apposito regolatore di velocità, il decreto imponeva, inoltre, ai comuni che avviassero la sperimentazione della micromobilità elettrica di definire le zone di circolazione di questi veicoli elettrici e di istituire delle aree di noleggio e sosta degli stessi dispositivi.

Sebbene l’autonomia di questi mezzi elettrici sia stata la caratteristica più apprezzata tanto da incentivarne l’uso, non sono mancate le reticenze in merito alla sicurezza di questi veicoli, proprio per questo motivo è stato necessario provvedere all’introduzione di nuove norme di circolazione, ecco quali sono.

Liberalizzazione micromobilità elettrica: cosa cambia nel 2020

Proprio per assicurare una circolazione stradale in sicurezza dei piccoli veicoli elettrici, il primo marzo 2020 sono entrate in vigore le nuove regole stradali per i monopattini elettrici, che hanno segnato l’inizio della liberalizzazione della micromobilità elettrica.

Se, infatti, questi dispositivi, fino all’estate scorsa, potevano circolare esclusivamente in aree chiuse al pubblico, con la legge di conversione del decreto legge Milleproroghe, i mezzi di micromobilità possono essere utilizzati in tutto il territorio nazionale su strade urbane con limite di 50 km/h e piste ciclabili.

Ecco quali sono le nuove regole che determinano la circolazione della micromobilità elettrica su strada.

Micromobilità elettrica: nuove regole nel 2020

Dal 1° gennaio 2020, con la liberalizzazione della micromobilità elettrica, tutti i piccoli veicoli elettrici dovranno rispettare nuove norme di circolazione e sicurezza, che riguardano in particolare:

Velocità

Secondo le nuove norme di circolazione i monopattini sono paragonati alle biciclette a pedalata assistita, pertanto i dispositivi in grado di raggiungere e superare il limite consentito di 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità.

Illuminazione e potenza del motore

Le nuove regole per la circolazione della micromobilità elettrica stabiliscono che i piccoli veicoli elettrici dispongano obbligatoriamente di illuminazione, con luce fissa gialla o bianca anteriore e catarifrangenti posteriori, oltre a dover disporre di potenza nominale massima non superiore ai 500 watt.

I conducenti che in condizioni di scarsa luminosità fossero sprovvisti di luci avranno il divieto di utilizzare il veicolo e l’obbligo di trasportarlo a mano.

Su piste ciclabili e su strada è, inoltre, obbligatorio l’uso di giubbotti o bretelle retroriflettenti per il segway e per il monopattino elettrico.

Età del conducente

I veicoli elettrici di micromobilità, secondo le nuove norme, potranno essere guidati soltanto da conducenti maggiorenni o da minorenni in possesso della patente AM per l’uso del motorino.

È inoltre vietato il trasporto di altri passeggeri o il traino di oggetti, mentre l’uso del casco non è obbligatorio.

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