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Qual è il ruolo del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico?

da Redazione | 23 Marzo 2021

L’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) è l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa della valutazione dei cambiamenti climatici. Dal 1988, anno in cui è stato istituito, fornisce ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica di quello che è lo stato attuale delle conoscenze in materia e valuta quali sono i potenziali rischi e impatti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e a livello socio-economico. Nel gruppo lavorano migliaia di scienziati su base volontaria, provenienti da tutto il mondo. Attualmente sono 195 i paesi che ne fanno parte. I governi partecipano al processo di revisione e alle sessioni plenarie.

3 gruppi di lavoro

L’IPCC ha tre gruppi di lavoro: il primo si occupa delle basi scientifiche del cambiamento climatico; il Gruppo di lavoro II si occupa degli impatti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sull’uomo, delle soluzioni di adattamento e vulnerabilità. Infine, il terzo gruppo di lavoro si occupa della mitigazione, cioè riduzione di emissioni globali di gas a effetto serra.

I rapporti di valutazione

Il Gruppo intergovernativo produce periodicamente Rapporti di Valutazione scientifica sullo stato delle informazioni nel campo del clima e dei cambiamenti climatici (Assessment Reports), che devono essere accettati, adottati ed approvati. L’IPCC redige anche Rapporti Speciali e Articoli Tecnici su argomenti considerati di particolare interesse scientifico e necessità. Fornisce, dunque, anche supporto scientifico alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).

Il Data Distribution Centre del Gruppo analizza dati provenienti da ogni regione del mondo, che riguardano sia il passato sia la prospettiva futura. L’Intergovernmental Panel on Climate Change fornisce anche delle linee guida per filtrare e utilizzare diversi tipi di dati e scenari nelle attività di ricerca e valutazione.

Secondo il rapporto speciale sul clima presentato a Ginevra nel 2019 dall’IPCC, il livello del mare continua ad innalzarsi, processo che non potrà essere arrestato nei prossimi decenni, i ghiacciai si stanno sciogliendo rapidamente e molte specie stanno migrando alla ricerca di condizioni più favorevoli alla loro sopravvivenza.

Secondo gli scienziati, la causa del cambiamento climatico è da ricercarsi nelle attività umane e alle loro emissioni di CO2 che peggiorano l’effetto serra. Questo rapporto del Gruppo intergovernativo ha evidenziato quanto sia fondamentale l’istruzione per migliorare la conoscenza sui cambiamenti climatici, sulla criosfera e sull’oceano.

Possibili scenari

Secondo l’IPCC, alcuni dei possibili scenari che si potrebbero verificare sono:

  • eventi atmosferici più intensi ed estremi;
  • molte isole potrebbero diventare inabitabili a causa dell’innalzamento dei mari;
  • i ghiacciai e le calotte stanno perdendo massa, con conseguente perdita delle riserve d’acqua;
  • cambiamento del clima in aree come la Siberia e il Canada settentrionale, con conseguente scioglimento del suolo costantemente congelato. Questo provocherebbe la liberazione di centinaia di miliardi di tonnellate di anidride carbonica e metano.

Cosa fare per limitare queste conseguenze drammatiche?

Gli impatti dei cambiamenti climatici e i suoi effetti sono già osservabili e sotto gli occhi di tutti e si prevede che diverranno ancora più accentuati. Per limitare i rischi per il genere umano, le biosfere e le economie, l’IPCC conferma che le possibili soluzioni sono: limitare l’aumento della temperatura globale media a 1,5 gradi o meno e ridurre le emissioni globali di gas a effetto serra del 45% rispetto ai livelli attuali entro il 2030.

Abbiamo sicuramente bisogno di prepararci agli impatti e alle perdite inevitabili. Ma tutti insieme possiamo affrontare questa sfida e impegnarci a limitare il riscaldamento globale con cambiamenti rapidi e senza precedenti in tutti gli aspetti della società. Solo così sarà possibile preservare gli ecosistemi e la vita.

È previsto nel mese di luglio un meeting di pianificazione dei lavori (AR6) dell’IPCC, che vedrà la partecipazione da remoto dei rappresentanti dei 195 stati membri. La pandemia Covid 19 ha ritardato il lavoro scientifico degli esperti, compresa la preparazione della documentazione scientifica da valutare in AR6. Di conseguenza, l’IPCC ha apportato diverse modifiche alla tempistica nella preparazione dei rapporti.

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