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Come si compila il Bonifico Parlante per il risparmio energetico e le ristrutturazioni?

da Redazione | 13 Settembre 2019

Il bonifico parlante è una modalità di pagamento eseguibile sia in modalità cartacea presso gli Istituti di credito e gli uffici Postali tramite apposito modulo che online con compilazione automatica tramite servizi telematici del conto corrente.

Questa tipologia di bonifico rappresenta la condizione necessaria per accedere alle detrazioni fiscali previste dallo Stato in caso di opere di ristrutturazione edilizia e di interventi di efficientamento energetico e, affinché sia ritenuto valido ai fini fiscali, richiede l’inserimento di specifici dati ed una specifica causale.

Prima di analizzare tutti i passaggi per una corretta compilazione del bonifico parlante ripercorriamo le misure previste dalla Legge di Stabilità per i lavori di riqualificazione edilizia ed energetica, dalle agevolazioni per il risparmio energetico ai principali beneficiari fino alla documentazione necessaria per ottenere gli sgravi fiscali.

Agevolazioni risparmio energetico e ristrutturazioni: spese detraibili e beneficiari

Con la Legge di Stabilità del 2017 sono stati confermati gli sgravi fiscali previsti per gli interventi di ristrutturazione edilizia, gli interventi di riqualificazione energetica e il bonus mobili ed elettrodomestici.

La Legge di Stabilità 2019 ha prorogato l’agevolazione fiscale relativa agli interventi di manutenzione straordinaria, garantendo la possibilità di portare in detrazione il 50% delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione edilizia, fino ad un importo massimo consentito di 96.000€.

Gli interventi di efficientamento energetico prevedono, invece, la possibilità di ottenere sgravi fiscali del 65% sulle spese sostenute fino ad un tetto massimo di 40.000€.

Il bonus mobili ed elettrodomestici prevede invece detrazioni fiscali pari al 50% delle spese per un tetto massimo di 10.000€.

Ecobonus 2019: aliquote previste e destinatari

Per Ecobonus si intende una particolare forma di agevolazione fiscale che consiste in detrazioni sull’imposta del reddito (per le persone fisiche) o dall’Ires (o imposta sul reddito per le società e imprese), erogata in caso di interventi volti all’ottimizzazione dell’efficienza energetica di edifici preesistenti.

Le detrazioni fiscali, in particolare, sono riconosciute e applicate alle spese sostenute per i seguenti interventi:

  • Lavori di coibentazione e isolamento termico dell’edificio (inclusa la sostituzione di infissi e installazione di pavimenti);
  • interventi volti alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale dotati di biomasse combustibili;
  • acquisto e messa in opera di schermature solari;
  • acquisto e installazione di dispositivi domotici per una migliore gestione degli impianti di riscaldamento e climatizzazione degli ambienti;
  • acquisto e posa in opera di microgeneratori;
  • acquisto e posa in opera di caldaie a condensazione.

Le agevolazioni fiscali coprono dunque sia i costi relativi agli interventi di risparmio energetico sia le voci di spesa relativa al pagamento delle prestazioni professionali necessarie per la realizzazione dei lavori e per ottenere la certificazione energetica.

Le detrazioni, erogate in 10 rate annue di pari importo, oscillano in percentuali variabili dal 50% al 75% a seconda della tipologia di intervento e soprattutto dell’anno in cui si effettuano i lavori e a seconda che l’intervento riguardi l’intero edificio o una singola unità del condominio.

Per ottenere la detrazione occorre specificare la data del pagamento dei lavori nel caso di persone fisiche ed enti non commerciali, mentre fa fede la data di conclusione dei lavori nel caso di imprese individuali e società.

Le aliquote previste sono ripartire nelle seguenti misure:

  • 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2018 su singole unità immobiliari per interventi di acquisto e sostituzione infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernali con caldaie a condensazione almeno in classe A e impianti con biomasse combustibili;
  • 55% per le spese sostenute fino al 5 Giugno 2013;
  • 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 31 dicembre 2019 per interventi su singole unità immobiliari;
  • 65% per le spese sostenute su aree comuni di edifici condominiali dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 e per le spese sostenute dal 1 Gennaio 2019 al 31 Dicembre 2019 per l’acquisto e la messa in posa di microgeneratori che garantiscano un risparmio energetico almeno pari al 20%, per interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi che prevedono la combinazione di pompa di calore e caldaia a condensazione e per la messa in opera di caldaie a condensazione;
  • 70% per le spese sostenute per lavori effettuati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 su parti comuni condominiali che permettano di aumentare nettamente la prestazione energetica dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie;
  • 75% per le spese sostenute per lavori effettuati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 orientati al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva delle parti comuni degli edifici condominiali nel rispetto della qualità media indicata dalle Linee Guida Ministeriali per la certificazione energetica.

Le detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus sono rivolte a tutti i contribuenti, residenti e non, proprietari dell’immobile per il quale si richiede l’agevolazione fiscale, in particolare possono ottenerla:

  • Persone fisiche titolari di un diritto sull’immobile;
  • condomini;
  • inquilini;
  • familiari conviventi (parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado) che sostengano le spese per gli interventi di riqualificazione energetica.
  • locatari e comodatari d’uso;
  • società di persone e di capitali;
  • associazioni di categoria;
  • enti pubblici e privati che non svolgano alcuna attività commerciale;
  • Istituti autonomi per le case popolari.

Ecobonus 2019: modalità di pagamento e documenti necessari

Per ottenere le agevolazioni fiscali previste dall’Ecobonus è obbligatorio il pagamento tramite bonifico parlante, sia bancario che postale, in formato cartaceo tramite apposito modulo allo sportello o online.

Sui bonifici effettuati dal contribuente viene applicate una ritenuta d’acconto pari all’8% dell’imposta sul reddito dell’impresa che si occupa dei lavori.

Tale importo, che si ottiene sottraendo l’iva all’importo totale del bonifico, viene addebitato da banche, poste e altri istituti di pagamento e non viene operato nel caso di modalità di pagamento diverse dal bonifico.

In caso di pagamenti disposti a favore dei comuni, per evitare di incorrere in ritenuta, è indispensabile specificare il beneficiario del bonifico indicando il comune e la tipologia di pagamento effettuato indicandola nella causale.

Il pagamento obbligatorio tramite bonifico è previsto, pena l’esclusione dal beneficio fiscale, esclusivamente per i non titolari di reddito di impresa.

Sono invece esentati dall’obbligo tutti i contribuenti che svolgano attività di impresa in quando il pagamento delle spese sostenute per gli interventi coperti da sgravi fiscali non influisce in questo caso sulla determinazione del reddito.

I titolari di reddito di impresa, per ottenere le agevolazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione energetica, dovranno dunque presentare un altro tipo di documentazione.

In generale, per ottenere le agevolazioni fiscali è necessario possedere e conservare la documentazione relativa gli interventi realizzati per esibirla in caso venga richiesta. Nello specifico sono necessari:

  • Ricevuta del bonifico bancario o postale con cui si è eseguito il pagamento dei lavori di riqualificazione energetica e ristrutturazione;
  • fattura dell’impresa o del professionista che ha eseguito i lavori;
  • certificato di asseverazione rilasciato da un tecnico abilitato che confermi l’idoneità dell’intervento;
  • attestato di prestazione energetica (APE) che certifichi i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio in seguito alla realizzazione degli interventi di riqualificazione o ristrutturazione;
  • copia della scheda informativa degli interventi realizzati inviata all’ENEA, dove sarà necessario indicare anche i contribuenti che possono usufruire della detrazione, oltre al nominativo del soggetto che ha erogato la spesa;
  • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese in caso di interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali;
  • dichiarazione di consenso da parte del proprietario per l’esecuzione dei lavori.

Uno degli aspetti più importanti per beneficiare delle agevolazioni fiscali è la corretta compilazione del bonifico parlante, documento indispensabile e obbligatorio per il pagamento delle spese di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

Ecco come compilare il bonifico parlante in tutte le sue parti per non incorrere in errori e accedere con facilità alle agevolazioni fiscali.

Bonifico parlante: cos’è e come si fa

Il bonifico parlante è l’unica modalità di pagamento ammessa per le spese di efficientamento energetico e ristrutturazione di immobili che consenta di ottenere le agevolazioni fiscali sui lavori effettuati.

Questo bonifico, da compilare online o allo sportello di una filiale bancaria o di un ufficio postale, permette di risalire ai dati del contribuente che ha sostenuto le spese, pertanto è necessario prestare particolare attenzione ai dati da inserire per evitare di commettere errori che rischiano di compromettere la corretta fruizione dei bonus fiscali.

Come si compila il bonifico parlante: linee guida

Per compilare correttamente il bonifico parlante è necessario prendere in considerazione alcuni elementi fondamentali senza i quali la procedura rischia non andare a buon fine.

Se ci si reca direttamente allo sportello della propria Banca o presso quello postale per pagare le spese relative agli interventi di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica è, infatti, necessario rispettare la seguente prassi per ridurre al massimo la possibilità di incorrere in errori:

  • Richiedere il modello specifico per il bonifico parlante. Potrà sembrare una banalità ma in Banca o presso gli Uffici Postali è possibile trovare diverse tipologie di moduli a seconda che si debba eseguire un bonifico tradizionale o un bonifico parlante per ottenere le agevolazioni fiscali.
    Assicurarsi dunque di compilare il modulo corretto prima di procedere alla disposizione del pagamento.
  • Indicare codice fiscale del beneficiario o partita iva della ditta. Il primo dato fondamentale da inserire all’interno del modulo è senza dubbio il codice fiscale della persona che beneficerà delle detrazioni fiscali, oppure la partita iva della ditta o del professionista che ha portato a termine i lavori di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica.A predisporre il bonifico sarà lo stesso soggetto che ha sostenuto le spese e che intende beneficiare delle detrazioni fiscali.In caso vi fossero più soggetti a cui fanno capo le spese per la ristrutturazione o per i lavori di riqualificazione energetica è obbligatorio indicare, per ciascuno, il nome, il cognome e il relativo codice fiscale.Se si tratta, invece, di lavori effettuati su parti comuni condominiali, nel modulo con cui si predispone il bonifico parlante sarà indispensabile inserire anche il codice fiscale dell’amministratore e del condominio stesso.
  • Indicare la causale specifica in base alla tipologia di spesa sostenuta, che andrà esplicitamente descritta e integrata con la normativa di riferimento.Ovviamente ogni intervento eseguito sull’immobile avrà un riferimento normativo specifico, che non potrà in alcun modo essere invertito o sostituito.Per questo motivo è indispensabile specificare se il pagamento dei lavori tramite bonifico bancario riguarda la ristrutturazione edilizia o l’efficientamento energetico e richiedere le agevolazioni fiscali specificando esclusivamente la normativa di riferimento dell’intervento, ossia l’articolo 16-bis del DPR del 22 Dicembre 1986, n.917 nel caso di una ristrutturazione edilizia e la Legge n.296 del 27 dicembre 2006 in caso di Ecobonus.
  • Specificare il riferimento della fattura. Il collegamento tra bonifico effettuato e fattura pagata alla ditta o al professionista che ha concluso i lavori è un dato altrettanto indispensabile per facilitare l’erogazione dei contributi fiscali a copertura delle spese sostenute per gli interventi edilizi, sia per quanto riguarda le ristrutturazioni che gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche degli stessi.
    La fattura andrà sempre conservata insieme alla ricevuta del pagamento per fare fronte ad eventuali controlli e verifiche dei requisiti di accesso ai bonus fiscali.

Ora vediamo di sintetizzare i punti principali da rispettare nel caso in cui si debba compilare un bonifico parlante per le ristrutturazioni ed uno per ottenere l’ecobonus, ecco in sintesi quali dati indicare e quali sono invece gli errori da evitare.

Bonifico parlante ristrutturazioni: ordinante, beneficiario e causale

Per facilitare la procedura di compilazione di un bonifico parlante in caso di lavori di ristrutturazione edilizia prendiamo in considerazione i tre punti fondamentali da inserire nell’apposito modulo, che sono:

  • Ordinante del bonifico. In questa sezione del bonifico è indispensabile indicare in modo chiaro e leggibile nome, cognome e codice fiscale della persona che ha sostenuto le spese di ristrutturazione.Qualora vi fossero più soggetti coinvolti nel pagamento delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione è indispensabile indicare anche i dati anagrafici delle singole persone interessate ad ottenere i benefici fiscali.Se i lavori di ristrutturazione per i quali è richiesta l’agevolazione fiscale riguardano edifici in comproprietà sarà necessario indicare nel modulo il codice fiscale, il nome e il cognome di tutti i proprietari che desiderano usufruire della detrazioneNel caso di lavori sulle parti comuni di edifici condominiali i bonifici dovranno riportare i dati dell’amministratore e il codice fiscale dell’edificio soggetto a interventi di ristrutturazione o in alternativa quello dell’inquilino che effettua il pagamento del bonifico.
  • Beneficiario del bonifico. Oltre all’ordinante del bonifico, per ottenere le agevolazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione edilizia è indispensabile indicare nell’apposito modulo anche i dati relativi al beneficiario del bonifico.
    Il dato fondamentale da indicare sarà il numero di partita iva o il codice fiscale dell’azienda o del professionista che ha eseguito i lavori o che ha fornito il materiale utilizzato per la realizzazione degli stessi, a cui appunto sarà intestato il bonifico parlante.
  • Causale del bonifico. In questa sezione del bonifico, come anticipato, è indispensabile indicare il riferimento normativo dei lavori eseguiti.
    Sarà dunque obbligatorio indicare la dicitura specifica specificando la voce Bonifico per detrazioni previste dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986 con relativo riferimento al numero di fattura corrispondente pagata.

In alcuni casi è possibile trovare presso gli uffici postali o bancari dei modelli precompilati con l’indicazione della causale, ma è sempre meglio verificare con cura che i moduli siano perfettamente aggiornati in modo da non incorrere in gravi errori.

Qualora gli interventi siano stati pagati tramite finanziamento, il bonifico per lavori di ristrutturazione edilizia può anche essere effettuato dalla società che ha erogato il prestito.

In questo caso la finanziaria che ha concesso il prestito si occuperà del pagamento della fattura all’impresa che ha concluso i lavori, predisponendo il bonifico con l’indicazione di tutti i dati precedentemente elencati.

Per ottenere le agevolazioni fiscali chi ha richiesto il finanziamento dovrà farsi rilasciare la ricevuta del bonifico effettuato dalla società che l’ha effettuato, del quale farà fede la data in cui stato emesso.

Bonifico parlante ecobonus: ordinante, beneficiario e causale

Anche in caso di interventi di riqualificazione energetica degli edifici è obbligatorio pagare i lavori con il bonifico parlante per ottenere gli sgravi fiscali, indicando i dati fondamentali di chi sostiene le spese, dell’intestatario del pagamento e la causale.

Per quanto riguarda la modalità di compilazione del bonifico parlante per il risparmio energetico dunque non si riscontrano grandi varianti rispetto al bonifico predisposto per i lavori di ristrutturazione, tranne che per i diversi riferimenti normativi.

In sintesi, dunque, per ottenere gli sgravi fiscali sulle spese sostenute per lavori che rientrano tra quelli previsti dall’Ecobonus, è obbligatorio il pagamento tramite bonifico parlante e l’indicazione dei seguenti dati:

  • Ordinante del bonifico. In questa sezione, esattamente come nel caso del bonifico parlante per lavori di ristrutturazione, sarà indispensabile indicare i dati relativi al beneficiario della detrazione fiscale, indicando nome, cognome e codice fiscale.Ovviamente se le persone interessate ad ottenere gli sgravi fiscali sono più di una, è obbligatorio indicare ogni volta i dati anagrafici dei singoli, specificando sempre codice fiscale, nome e cognome.
  • Beneficiario del bonifico. Nella sezione relativa ai dati del beneficiario del bonifico si dovranno specificare il numero di partita iva o il codice fiscale dell’impresa o del soggetto che ha portato a termine i lavori.
  • Causale del bonifico. Questo è il punto in cui il bonifico parlante per il risparmio energetico si differenzia da quello per lavori di ristrutturazione edilizia in quanto i dati da inserire concernenti la causale dovranno rigorosamente indicare il riferimento normativo corrispondente.
    In questo caso dunque, come causale del bonifico parlante, si dovrà riportare nell’apposito modulo la specifica dicitura Lavori volti al risparmio energetico ai sensi dell’art.1, co.344-347, L.27/12/2006, n. 296.

Il bonifico per ottenere la detrazione fiscale sui lavori di riqualificazione energetica è obbligatorio, come accennato in precedenza, soltanto per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa, mentre non lo è per chi è esercente di una società o impresa.

Tuttavia, sebbene possano presentare una documentazione differente per ottenere gli sgravi fiscali, anche i contribuenti titolari di impresa dovranno indicare codice fiscale e dati anagrafici del beneficiario della detrazione e partita iva o codice fiscale della ditta che ha eseguito i lavori.

Il bonifico per il pagamento dei lavori di riqualificazione energetica non è obbligatorio qualora sia stato richiesto dal beneficiario delle detrazioni un finanziamento tramite leasing.

In questo caso, per ottenere gli sgravi fiscali a copertura delle spese sostenute, la società di leasing dovrà fornire semplicemente la documentazione relativa agli interventi effettuati indicando anche il totale delle spese sostenute per portarli a termine.

Per alcune spese, infine, non è possibile effettuare il bonifico, ad esempio diritti per concessioni, oneri di urbanizzazione, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti o imposte di bollo, per le quali sono contemplate altre modalità di pagamento.

Bonifico parlante: errori comuni e come evitarli

La corretta compilazione del bonifico parlante è un aspetto molto delicato da prendere in considerazione perché eventuali errori possono invalidare l’intera operazione e rendere necessario ripeterla, rischiando di compromettere l’accesso alle agevolazioni edilizie e a quelle per il risparmio energetico.

Criterio imprescindibile per ottenere il bonus fiscale sui lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica è dunque l’esecuzione corretta del bonifico parlante, unica modalità di pagamento ammessa, nel rispetto dei giusti riferimenti normativi e della causale specifica.

Uno degli errori più comuni nella compilazione del modulo di predisposizione del bonifico parlante è l’indicazione di una norma sbagliata riferita all’intervento effettuato.

Tuttavia, come specifica l’Agenzia delle Entrate, l’errore relativo alla dicitura di legge non compromette totalmente l’accesso alle detrazioni fiscali ed è ammissibile soltanto se non rende totalmente incomprensibile la causale ovvero la motivazione per il quale il pagamento viene effettuato.

Tra gli errori relativi alla compilazione del bonifico parlante si riscontra spesso anche un’incompletezza di dati o un’omissione di informazioni che potrebbe rendere difficoltosa alla banca la corretta registrazione della ritenuta d’acconto generalmente operata sulla spesa del bonifico stesso.

Con la risoluzione n.55 del 7 giugno 2012, l’Agenzia delle Entrate precisa che anche in questo caso tale incompletezza dei dati non compromette la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali.

Perché gli sgravi fiscali a sostegno delle spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica possano essere validi, è necessario in questo caso provvedere ad un nuovo bonifico parlante, bancario o postale, nel quale siano correttamente riportati i dati chiari e leggibili che consentano alle Poste o alla Banca di operare la ritenuta d’acconto.

Una terza categoria di errori in cui spesso si può incorrere nella compilazione del bonifico parlante riguarda il collegamento con le fatture corrispondenti emesse dalle imprese o i professionisti a cui sono stati affidati i lavori o che hanno procurato il materiale necessario.

Le fatture dovranno essere intestate esclusivamente a chi ha sostenuto la spesa, dunque alla persona che predisporrà il bonifico e richiederà l’agevolazione fiscale sugli interventi eseguiti.

Come precisa l’Agenzia delle Entrate nella circolare del 13 maggio 2011 n.20, in caso di intestazione di fattura e bonifico ad un solo contribuente anche quando le spese di ristrutturazione sono sostenute da più soggetti, la detrazione fiscale spetta anche a chi non è indicato nei documenti purché nella fattura sia indicato in modo chiaro e leggibile la percentuale di spesa sostenuta.

Se in passato gli errori commessi nella compilazione del bonifico parlante potevano escludere dalle detrazioni fiscali i soggetti richiedenti il beneficio, oggi è possibile dunque rimediare facilmente grazie alle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, che, oltre a prevedere la possibilità di ripetere un bonifico errato, suggerisce anche una modalità di integrazione dei dati per la correzione dello stesso.

Nella Guida ai lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico, pubblicata nel mese di marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate, illustra la procedura:

Se per errore è stato effettuato un bonifico diverso da quello dedicato o non sono stati indicati sul bonifico tutti i dati richiesti, e non è stato possibile ripetere il bonifico, la detrazione spetta solo qualora il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà rilasciata dall’impresa, con la quale quest’ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (circolare n. 43/2016).”

In poche parole, in caso di errori nella compilazione del bonifico parlante o qualora si utilizzi un bonifico differente da quello parlante per il pagamento dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica, è sufficiente richiedere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per rimediare e accedere alle agevolazioni fiscali.