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Come passare dal mercato libero al servizio di maggior tutela

da Redazione | 8 Gennaio 2019

Dal 1 luglio 2007, con la liberalizzazione del mercato dell’energia, si è aperta la possibilità per tutti gli utenti di aderire alle vantaggiose condizioni contrattuali offerte dai fornitori di energia elettrica sul mercato.

Il passaggio al mercato libero per gli utenti del mercato tutelato si è verificato senza alcun costo: con il Decreto Bersani, infatti, la liberalizzazione del mercato energetico e del gas offre la possibilità a tutti i clienti del regime di maggior tutela di scegliere le nuove offerte per la fornitura di energia elettrica e gas naturale per la propria casa e/o azienda.

Il passaggio ad altro operatore e la sottoscrizione di un nuovo contratto possono compiersi semplicemente con un preavviso al vecchio fornitore, senza rendere necessaria alcuna sospensione del servizio e delle utenze attive né alcun intervento tecnico sulle stesse.

Nel 2017, dunque esattamente dieci anni dopo, il ddl concorrenza ha introdotto un nuovo disegno di legge e sancito l’abolizione del regime di maggior tutela, che ha abbracciato tutti quei clienti domestici e quelle piccole imprese che non hanno scelto di passare al libero mercato.

Il provvedimento, poi rinviato ulteriormente al 2020, ha decretato, dunque, il cambio di gestore obbligatorio per tutti gli utenti, compresi quelli del mercato tutelato, che dovranno dunque sottostare alle condizioni economiche offerte dai fornitori del mercato libero, che, sempre seguendo le regole sulla concorrenza, potranno liberamente competere.

Questo cambiamento, sebbene non immediato, implicherà una totale riorganizzazione delle abitudini dei consumatori, che dovranno prestare particolare attenzione alle proposte economiche dei gestori del libero mercato, senza rischiare passaggi affrettati e non ragionati.

Prima di capire nel dettaglio come procedere qualora si volesse rientrare nel regime di maggior tutela, è necessario chiarire che cosa si intende per mercato libero, mercato di maggior tutela e quali sono gli interventi messi in atto per favorire un passaggio graduale agli utenti.

Mercato libero e mercato di maggior tutela: le differenze

La principale differenza tra mercato libero e regime di maggior tutela riguarda le condizioni contrattuali ed economiche, che impongono vincoli e tariffe differenti agli utenti finali.

Nel mercato libero, infatti, il consumatore ha maggiore autonomia decisionale e può scegliere liberamente tra le proposte contrattuali offerte dai diversi gestori quella più conveniente e adeguata alle sue esigenze di consumo.

Nel mercato di maggior tutela, invece, gli operatori aderiscono a condizioni stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

In particolare il servizio di maggior tutela viene applicato sia alle piccole imprese con un consumo a bassa tensione e fatturato annuale non superiore ai diecimila euro che alle famiglie, a cui saranno applicati i prezzi sulla fornitura di energia imposti dall’Autorità per un anno e aggiornati con cadenza trimestrale.

A partire dal mese di Luglio 2020, dunque, con la totale liberalizzazione del mercato energetico e del gas e l’abolizione del servizio di maggior tutela, sia il cliente domestico che le piccole imprese matureranno la stessa libertà decisionale dei clienti del mercato libero.

Per tutti coloro che non avranno effettuato il passaggio ad una nuova offerta del libero mercato entro il 2020, è previsto un servizio detto di Salvaguardia, ossia l’applicazione di una sorta di sovraprezzo tariffario sui consumi (chiamato parametro Omega). Questa penale, inizialmente applicata soltanto alle aziende, verrà poi estesa anche al cliente domestico che non avrà sottoscritto alcun nuovo contratto per il servizio elettrico e il gas in questo periodo di transizione e comunque all’interno dei limiti di tempo stabiliti dal nuovo decreto di legge.

In questa fase di riorganizzazione delle utenze domestiche è lecito dunque chiedersi se il passaggio al libero mercato sarà davvero conveniente o se sia preferibile mantenere la tariffa imposta dall’Autorità con il servizio di maggior tutela.

Se è vero che il passaggio sarà facilitato dall’assenza di costi e da una campagna informativa, in che modo procedere, invece, se una volta passati al mercato libero si decidesse di passare a maggior tutela?

Come passare al mercato di maggior tutela: iter e costi

Il passaggio al mercato libero non esclude la possibilità di rientrare in qualsiasi momento nel regime di maggior tutela, a patto di esercitare il diritto di recesso nelle condizioni e nei tempi stabiliti dai vincoli contrattuali.

Il rientro è completamente gratuito e gli unici costi previsti sono quelli eventualmente inclusi nella sottoscrizione di un nuovo contratto. In alcuni casi il gestore del mercato tutelato può richiedere un deposito cauzionale, da pagare al momento della stipula del contratto, che sarà restituito all’utente una volta decaduto il contratto con il precedente fornitore.

Per rendere effettivo il passaggio al servizio di maggior tutela è obbligatorio presentare la documentazione necessaria che include:

  • Nome, cognome o ragione sociale del cliente
  • Codice fiscale o partita IVA
  • Numero di telefono
  • Indirizzo di residenza o sede legale dell’azienda
  • Indirizzo di recapito delle bollette
  • Destinazione d’uso dell’edificio (ufficio, negozio, appartamento ecc..)
  • Potenza in kW dell’immobile
  • Codice POD
  • Fotocopia dell’ultima bolletta ricevuta dal vecchio fornitore
  • Dati catastali dell’immobile

Qualora la richiesta di recesso sia effettuata da persona diversa dal titolare del contratto, dovrà essere prodotta la delega in forma scritta e aggiunta alla documentazione sopra elencata. In caso di clienti non domestici dovrà essere presentata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al fine di identificare i soggetti beneficiari del servizio di maggior tutela.

L’iter da seguire per il passaggio dal mercato libero a quello tutelato non è sempre semplice e immediato. Il primo passo utile da compiere è quello di confrontare le tariffe del mercato libero con quelle del mercato tutelato collegandosi direttamente al sito ufficiale dell’Autorità per l’Energia: per sottoscrivere una nuova offerta all’interno del regime a maggior tutela dovrai individuare il distributore della tua zona, mentre per il gas ci si può rivolgere a diversi fornitori in quanto la vendita di gas non è gestita dai distributori.

Quest’operazione non è sempre lineare e a volte può diventare complicata a causa della mancanza di strumenti di comparazione online delle tariffe del mercato libero e di quelle del mercato tutelato. Per questo motivo può essere necessario procedere manualmente al confronto, facendo attenzione a non incorrere in pratiche ingannevoli da parte di call center o altri operatori.
Un altro passo particolarmente utile da compiere per rientrare nel regime di maggior tutela è quello di informarsi sull’esatto prezzo applicato dal proprio fornitore del mercato libero ai consumi elettrici e del gas.

Qualora non si fosse a conoscenza di questo dato, è possibile, in molti casi, ricavarlo, sulla base della tipologia di offerta sottoscritta e di alcuni dati personali. Alcuni operatori consentono di inserire online indirizzo, consumi abituali, tipologia di elettrodomestici utilizzati ad esempio, permettendo così di ottenere il costo dell’elettricità o del gas e confrontarlo con quello stabilito dall’Autorità. Spesso e volentieri, tuttavia, i costi applicati dalle società che aderiscono al servizio di maggior tutela, sono bloccati per un anno e sono soggetti dunque a possibili variazioni dopo questo periodo di tempo imposto dall’Autorità.

Qualora il nuovo contratto venisse stipulato a distanza e non presso la sede commerciale del nuovo fornitore, in caso di ripensamento è necessario inviarne tempestiva comunicazione tramite raccomandata A/R, via fax o via mail entro quattordici giorni di tempo.

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