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Quanti anni bisogna conservare le bollette di luce e gas

da Redazione | 10 Febbraio 2019

Pile di bollette pagate, vecchie ricevute, estratti conto bancari e dichiarazioni dei redditi: anche se viviamo in un’era digitale, le pratiche burocratiche travolgono ancora molti di noi.

Tra bollo auto, Canone Rai, buste paga, bollette e fatture, le scartoffie possono accumularsi e portare a disordine e disorganizzazione, esponendoci al rischio di non ritrovare facilmente i documenti importanti al momento del bisogno.

Probabilmente già sai che documenti importanti come atti notarili e buste paga richiedono un’attenzione particolare, pertanto è naturale conservarle molto a lungo.

Le bollette della luce e del gas non sono, invece, tra i documenti da conservare a vita, sebbene la tendenza a sbarazzarsene prima del previsto possa essere controproducente per le nostre finanze.

Sapere quanto tempo conservare le bollette della luce e del gas può farti risparmiare tempo e denaro e soprattutto evitarti qualsiasi inconveniente con il tuo fornitore in caso di reclami o ritardi nei pagamenti.

Per evitare di pagare due volte l’importo di una fattura è necessario conoscere i tempi di prescrizione del credito delle bollette secondo i termini fissati dalla legge, che variano in base al tipo di documento.

Quanti anni si conservano le bollette?

La buona notizia è che non sei obbligato a conservare tutta la vita le ricevute dei tuoi pagamenti, puoi liberartene molto prima di quanto pensi o digitalizzarle e archiviarle per mantenere un promemoria di tutti i tuoi conti.

L’Articolo 2934 del Codice Civile sancisce che ogni diritto esistente si estingue quando il titolare non lo esercita per un determinato periodo, ma non tutti i documenti prevedono gli stessi tempi di prescrizione.

Se è vero che alcuni documenti devono essere conservati più a lungo, le bollette pagate di gas, luce, acqua e telefono dovrebbero essere mantenute, per precauzione, per un periodo di tempo che può andare dai cinque ai dieci anni a partire dalla data di pagamento, lasso di tempo entro il quale il gestore ha il diritto di richiedere traccia della regolarità del versamento.

Superati i cinque anni, le bollette cadono in prescrizione, pertanto l’utente può arrogarsi il diritto di non dover più dimostrare il pagamento.

In caso di saldo con domiciliazione bancaria, oltre alle bollette, è necessario conservare anche gli estratti conto della banca attestanti i pagamenti precedentemente effettuati.

Nel caso di bollette di luce e gas questo periodo si può ridurre a due anni in caso di inadempienze attribuibili al gestore, ad esempio ritardi nella fatturazione. Qualora si incorresse nell’errore di buttare la bolletta prima del decorrere dei cinque anni, sarà necessario effettuare nuovamente il pagamento a fronte di una richiesta del gestore, poiché la stessa non risulterebbe contabilizzata.

L’eccezione alla regola è rappresentata dai cosiddetti atti interruttivi: in caso di invio di solleciti di pagamento il termine di prescrizione stabilito dalla legge viene annullato e ricomincia a decorrere da capo.

L’Adoc (Associazione Difesa e Orientamento Consumatori) ha stilato un vero e proprio vademecum per permettere al consumatore di fare luce sui tempi di conservazione obbligatoria dei documenti in base alla tipologia.

Questo promemoria ci conferma che il tempo stimato per la conservazione delle bollette domestiche (acqua, gas, luce, telefono) è di cinque anni, pari a quello di altre voci riguardanti le spese per la casa, come le ricevute di affitto, delle spese condominiali e della tassa di nettezza urbana, mentre il Canone Rai entra in prescrizione dopo dieci anni dalla data di pagamento.

Cosa è cambiato da Gennaio 2018?

A partire da Gennaio 2018, con l’introduzione del Canone Rai in bolletta, che rende obbligatorio ad ogni intestatario di un contratto di fornitura elettrica anche il pagamento dell’imposta sulla televisione, si verifica un’importante novità in merito alla conservazione delle bollette.

Se è vero che le bollette pagate entrano in prescrizione dopo cinque anni, la bolletta della luce dovrà essere conservata per un periodo di dieci anni proprio per attestare il pagamento del Canone Rai e fare fronte a eventuali contestazioni e verifiche.

Qualora l’intestatario della bolletta della luce non sia soggetto al pagamento del Canone Rai, ad esempio nel caso in cui non possieda la tv o un familiare si facesse carico dell’abbonamento, non è necessario conservare il documento per un periodo superiore ai cinque anni.

Bollette e fatture ben conservate ci mettono al riparo da eventuali controversie fiscali: per mettere ordine alla “burocrazia domestica” è consigliabile archiviare tutta la documentazione relativa ai pagamenti di luce e gas in faldoni o raccoglitori dotati di appositi separatori per dividere le bollette in base alla tipologia.

La legge ti consente di conservare la documentazione anche tramite strumenti informatici: l’archiviazione delle tue bollette in cd e hard disk ti aiuterà a gestirle e a conservarle per anni senza il rischio di rovinarle o smarrirle.

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