Il condizionatore consuma più a caldo o a freddo?

il condizionatore consuma più a caldo o a freddo? Fattori

da Redazione | 15 Luglio 2022

Il rincaro delle bollette ci ha resi tutti più attenti ai consumi domestici; tuttavia, le calde giornate estive complicano la scelta fra il risparmio in bolletta e l’uso del condizionatore in modalità rinfrescante.

Chiedersi se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo è una domanda basata sui fattori sbagliati: ciò che influenza il consumo del condizionatore non è tanto l’impostazione di riscaldamento o rinfrescamento, quanto piuttosto numerosi altri fattori che andremo a vedere nel corso dell’articolo. Tenere conto di questi fattori è indispensabile se si vuole risparmiare in bolletta ed avere un occhio di riguardo per la salute dell’ambiente.

Cosa influenza i consumi di un condizionatore?

Come abbiamo detto, il consumo di un condizionatore dipende da diversi fattori, quali la classe energetica dello stesso, la tecnologia, i tempi ed il modo di utilizzo, le condizioni climatiche, le caratteristiche della casa di riferimento e, ovviamente, le tariffe del fornitore di energia a cui ci si rivolge.

Vediamo di analizzare punto per punto i 7 fattori che abbiamo indicato come influenti sull’energia elettrica consumata dal condizionatore.

La classe energetica

La classe energetica è chiamata anche classe di efficienza energetica o classe di consumo energetico. Si tratta di una lettera (dalla G per gli apparecchi di efficienza più bassa fino alla lettera A o superiore per quelli di maggiore efficienza) attribuita ad un determinato elettrodomestico (nel nostro caso il condizionatore) secondo una scala di valori stabiliti nel 1992 dall’Unione Europea.

Acquistare un apparecchio di efficienza energetica A o superiore (A+, A++ o A+++) è importante non solo in quanto permette di risparmiare economicamente, ma anche perché un condizionatore di alta efficienza energetica, consumando meno energia, emette meno gas serra nell’atmosfera ed è dunque meno inquinante rispetto ai corrispettivi meno efficienti.

Ricordiamo, tuttavia, che il consumo del condizionatore riportato in etichetta si riferisce alle condizioni di laboratorio, che spesso non corrispondono precisamente agli effettivi consumi domestici (influenzati, come abbiamo detto, da diversi altri fattori).

La tecnologia

I modelli di condizionatore più classici (definiti on/off) non modulano la potenza erogata, la quale resta invariata a prescindere dalle necessità. Questo, come è facile immaginare, si traduce in inutili sprechi di energia elettrica.

Optare per un condizionatore con tecnologia inverter consente di contenere costi e consumi. L’apparecchio sarà infatti in grado di modulare la potenza erogata in base alle circostanze e alle necessità.

Inoltre, a seconda delle caratteristiche domestiche, sarà necessario valutare se sia più conveniente optare per un condizionatore monosplit o multisplit. Questo dipende, ad esempio, dal numero di ambienti che si necessita riscaldare o rinfrescare.

I tempi di utilizzo

Il consumo del condizionatore, così come di qualunque altro apparecchio elettrico, dipende sicuramente dal tempo di utilizzo. La domanda da farsi non è quindi se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo ma piuttosto quanto tempo lo posso tenere acceso?

La necessità stessa di un utilizzo più o meno prolungato è a sua volta dipendente da tante variabili, come la dispersione termica dell’abitazione, l’efficienza del condizionatore, le condizioni climatiche e lo stile di vita.

In generale, per una questione sia economica sia di impatto ambientale, è bene limitare l’utilizzo del condizionatore allo stretto indispensabile, cercando di evitare sprechi inutili (ad esempio dimenticandolo in funzione anche nei momenti in cui non è presente nessuno in casa).

Le modalità di utilizzo

I vari fattori potranno anche essere tutti a vostro favore, ma se ad esempio accendete il condizionatore tenendo tutte le finestre aperte, i consumi si riveleranno comunque altissimi!

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo, spesso si tratta di buon senso e attenzione. Ad esempio, non accendete il condizionatore in una stanza che non utilizzate, state attenti a non tenerlo acceso troppe ore al giorno o per tutta la notte.

Le condizioni climatiche

Le condizioni climatiche esterne influenzano significativamente l’efficienza del condizionatore. Per esempio, nell’eventualità di temperature particolarmente rigide e con un’umidità elevata, il condizionatore utilizzerà molta più energia elettrica per riscaldare la casa che nel caso di temperature da mezza stagione.

Al contrario, se la temperatura esterna è particolarmente elevata, il condizionatore avrà bisogno di più tempo e più potenza per portare l’ambiente alla temperatura desiderata. Tradotto in termini pratici: consumi più elevati e costi in bolletta maggiori.

Le caratteristiche della casa

Anche le caratteristiche dell’abitazione stessa influenzano il consumo del condizionatore. Un appartamento ben isolato termicamente, per esempio facente parte di un edificio che dispone di cappotto termico esterno, necessiterà di minor lavoro da parte del condizionatore per raggiungere e mantenere la temperatura desiderata, in quanto non vi sarà alcuna dispersione termica. Questo, chiaramente, significa che i consumi saranno contenuti.

Altre caratteristiche domestiche che influenzano sui consumi sono gli infissi delle porte, l’esposizione al sole e la presenza o meno di punti di dispersione termica. Inoltre, è importante che l’apparecchio sia posizionato correttamente, ovvero in alto, dove è più efficiente.

La tariffa del fornitore

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