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Quali sono le cause del riscaldamento globale?

da Redazione | 10 Novembre 2019

Il riscaldamento globale o global warming è un fenomeno, definito anche riscaldamento o surriscaldamento climatico, che indica il cambiamento del clima del pianeta e più precisamente il brusco innalzamento della temperatura terrestre sviluppatosi a partire dal XIX secolo e tutt’ora in corso.

Come evidenziato dal quarto rapporto dell’Intergovernmental panel on climate change del 2007, la temperatura media della superficie terrestre sarebbe aumentata di 0,7 ± 0,2 °C nel corso del XX secolo, con un picco massimo concentrato soprattutto nell’emisfero settentrionale e in misura maggiore sulla terraferma, mentre la zona del polo sud manifesterebbe la tendenza opposta al raffreddamento.

Questo pericoloso mutamento climatico e i violenti fenomeni atmosferici ad esso connessi sono attribuiti dalla comunità scientifica per la maggior parte all’uomo ma l’opinione pubblica continua ad essere divisa sull’argomento, divenuto oramai oggetto di un vero e proprio dibattito politico.

Alcuni ricercatori si mostrano ancora scettici sull’attribuire le cause del riscaldamento globale esclusivamente a fattori antropici e affermano che la variazione della temperatura e i cambiamenti climatici in atto siano da ricercarsi in fattori naturali.

In realtà, dalla fine del XX secolo ad oggi, l’innalzamento della temperatura di ben sette gradi è stato talmente repentino da poter essere attribuito esclusivamente a cause del tutto naturali.

Inquinamento e gas ad effetto serra, la deforestazione, le attività agricole intensive sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono in modo netto ad un aumento della temperatura globale.

Proprio per questo motivo appare difficile credere, essendo attività legate all’azione dell’uomo, che i fattori antropici non siano tra le cause del surriscaldamento globale, come alcuni studiosi avrebbero ipotizzato.

Facciamo dunque chiarezza e analizziamo le principali cause del riscaldamento globale così come sono elencate all’interno dell’IPCCIntergovernmental Panel On Climate Change.

Riscaldamento globale: cause naturali e fattori antropici

La comunità scientifica internazionale è concorde nell’attribuire la principale causa del riscaldamento globale alla crescente quantità di gas serra, e dunque al conseguente incremento dell’effetto serra, fattori legati prettamente all’attività umana e alle crescenti attività industriali.

In particolare l’eccessivo sfruttamento dei combustibili fossili e le sempre crescenti attività di deforestazione sono responsabili dell’emissione di elevate quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, considerata uno dei principali gas che causano il surriscaldamento globale.

Tuttavia sono attive alcune posizioni meno estremiste che tendono ad attribuire l’attuale surriscaldamento terrestre solo parzialmente all’azione dell’uomo, individuando in fattori naturali, come le normali variazioni climatiche, una delle principali cause del riscaldamento globale.

In realtà, se è vero che i raggi del sole determinano in modo naturale un innalzamento delle temperature del pianeta generando il surriscaldamento globale, è indubbio che l’azione dell’uomo negli ultimi anni abbia contribuito in modo significativo a questo fenomeno.

Lo stesso sfruttamento dei combustibili fossili, a cui finora abbiamo solamente accennato, genera di fatto temperature più alte nell’atmosfera, aumentando la produzione delle emissioni naturali e conducendo ad un ulteriore riscaldamento dell’aria.

Questo è soltanto uno degli aspetti che riguardano l’azione dell’uomo e che giustificano la teoria sostenuta nel tempo dalla comunità scientifica sul ruolo dei fattori antropici nel surriscaldamento della terra.

I cambiamenti climatici sono stati analizzati, infatti, in modo dettagliato proprio negli ultimi 50 anni, in concomitanza con l’incremento delle attività industriali.

L’osservazione dell’alta troposfera ha permesso di rilevare che la maggior parte dei fattori in cui si individuano le cause del riscaldamento globale sono da attribuirsi all’uomo, essi sono:

  • Aumento dei gas serra nell’atmosfera
  • Deforestazione
  • Allevamenti intensivi

Tra le cause naturali del surriscaldamento globale, sono, invece, stati individuati l’attività solare o altri fattori cosmici, ma lo stesso rapporto dell’Intergovernmental panel on climate Change (IPCC) afferma nelle sue conclusioni che solo per un 5% gli aumenti climatici possono essere ricondotti a cause naturali, la restante percentuale sarebbe responsabilità dell’uomo.

Riscaldamento globale: i gas serra e l’effetto serra

I gas serra sono naturalmente presenti nell’atmosfera ed hanno l’importante ruolo di catturare il calore emesso sulla terra dalle radiazioni solari, intrappolandolo nell’atmosfera per impedirgli di tornare nello spazio.

L’effetto serra, ossia quel processo secondo cui la terra è in grado di mantenere una temperatura ideale per lo sviluppo della vita, è resa possibile appunto da questi gas, tra i principali troviamo:

  • vapore acqueo, che rappresenta il 50% dei gas serra e incide sull’effetto serra in percentuali variabili dal 37% al 70%;
  • anidride carbonica (CO2), responsabile dell’effetto serra in percentuale variabile tra il 9% e il 26%;
  • metano (CH4), che incide sull’effetto serra per il 4%-9%;
  • ozono (O3), responsabile dell’effetto serra per il 3%-7%.

In particolare la concentrazione del solo gas metano nell’atmosfera è aumentata da 700 ppm (parti per miliardo) degli anni 1000-1750 a 1.750 ppm del 2000, con un incremento pari al 150%.

L’anidride carbonica, invece, ha subito un incremento pari al 37,5%, passando da 280 ppm del Settecento a 385 ppm attuali, raggiungendo, purtroppo, il valore più alto degli ultimi 650.000 anni.

La correlazione tra CO2 e riscaldamento globale è stata evidenziata già dalla fine dell’Ottocento, quando Arrhenius, un chimico svedese, premio nobel per la chimica, studiò le possibili cause dell’alterazione dell’effetto serra.

Nelle sue ricerche evidenzio che una quantità doppia di anidride carbonica emessa nell’aria avrebbe potuto causare un innalzamento della temperatura globale di ben 5° e ne attribuì la causa alle attività umane, responsabili di immettere elevate quantità di CO2,

L’effetto serra, la cui definizione fu introdotta per la prima volta nel 1827, è dunque un fenomeno naturale originato da un insieme di meccanismi che permette alla temperatura della terra di innalzarsi ad un livello superiore rispetto a quella che si avrebbe per equilibrio radioattivo.

Tuttavia, tale equilibrio è stato nel tempo modificato notevolmente dall’uomo, che a partire dalla rivoluzione industriale, con le sue attività, ha causato un incremento dei gas serra presenti nell’atmosfera.

A differenza del periodo carbonifero, dove lo sfruttamento dei combustibili fossili permise di mantenere l’anidride carbonica nel sottosuolo, trasformandola in petrolio o gas naturale o carbone, con la rivoluzione industriale la combustione dei giacimenti fossili ha generato il processo inverso sprigionando 27 miliardi di tonnellate annue di anidride carbonica.

Ed è proprio negli ultimi 200 anni, infatti, che la concentrazione di anidride carbonica, è aumentata del 36% rispetto al 1750, così come il gas metano, che ha subito una vera e propria impennata con percentuali di aumento pari al 148%, con conseguenze del tutto negative per l’ambiente e per la salubrità dell’aria.

Riscaldamento globale: deforestazione e allevamenti intensivi

Le emissioni di gas nocivi, generate dall’eccessivo sfruttamento dei combustibili fossili possono essere riassorbite solo in parte dalla biomassa vegetale e dalle alghe degli oceani a causa della deforestazione, uno dei fattori a cui si attribuisce, infatti, il surriscaldamento del pianeta.

Se gli attuali valori di anidride carbonica presenti nell’atmosfera sono più alti di quelli registrati 20 milioni di anni fa è dovuto anche all’eccessivo sfruttamento della superficie terrestre da parte dell’uomo, che ha causato con la deforestazione una netta riduzione dei vegetali in grado di riassorbirla.

Fin dall’epoca neolitica la rivoluzione agricola condotta dall’uomo ha totalmente modificato il paesaggio, prima trasformando i boschi in campi e successivamente i campi in città.

Il fenomeno assume una portata globale in quanto proprio la riduzione degli spazi forestali diminuisce la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica da parte della biosfera, ne aumenta la concentrazione nell’atmosfera e genera quindi l’effetto serra.

Deforestazione e desertificazione, per questo motivo, incidono negativamente sulle condizioni climatiche e meteorologiche, con conseguenze dannose sulla vita animale e umana.

Purtroppo la situazione non sembra migliorare, a tal punto che oggi la deforestazione rappresenta uno dei problemi principali dell’Amazzonia e continua ad aggravarsi negli anni, anche a causa dell’aumento della produzione di metano dovuta al processo di fermentazione degli allevamenti intensivi.

In conclusione potremmo affermare che, se da una parte l’aumento dei gas serra, e quindi dell’effetto serra, concorre in larga misura al riscaldamento globale, non si può imputare ad essi la responsabilità totale delle variazioni climatiche.

Oltre a fattori legati prettamente alle attività umane, come l’aumento dello sfruttamento dei combustibili fossili, la crescita della popolazione, l’agricoltura intensiva e la deforestazione, il riscaldamento climatico è da attribuirsi anche a fattori naturali quali il surriscaldamento dell’oceano ma soprattutto all’attività solare.

Riscaldamento globale: attività solare e fattori cosmici

Tra le cause naturali dei cambiamenti climatici si possono includere le variazioni nelle emissioni solari, per quanto gli effetti sull’aumento della temperatura globale siano ancora considerati di lieve entità da parecchi studi.

In realtà gli effetti dei raggi solari sull’atmosfera sembrano essere completamenti diversi da quelli esercitati dai gas serra, per quanto entrambi riscaldino la superficie terrestre e la sua porzione di troposfera.

Se, infatti, da una parte, i gas serra agiscono direttamente sulla stratosfera causandone il raffreddamento, l’attività solare genera, al contrario, un surriscaldamento della stessa.

Tra le ipotesi avanzate e le ricerche condotte le più accreditate attribuiscono la responsabilità di alcuni cambiamenti climatici all’attività magnetica del sole, che influenzerebbe le radiazioni cosmiche e la formazione delle nubi di condensa, per quanto ciò sembra avere un ruolo marginale sul riscaldamento globale.

Riscaldamento globale: alcune conseguenze

I fattori elencati, dalla riduzione delle aree boschive alla sempre crescente emissione di gas tossici, oltre a generare un incremento notevole dell’effetto serra e del surriscaldamento globale, rappresentano un pericolo per l’intero ecosistema.

Lo scioglimento dei ghiacciai artici e l’aumento del volume degli oceani, così come l’aumento di inondazioni ed esondazioni fluviali sono soltanto alcune delle conseguenze previste generate dal fenomeno di surriscaldamento globale.

Diversi impatti climatici in tutta Europa rischiano di mettere a rischio biodiversità e faune terrestri, mentre le temperature anomale delle acque oceaniche provocano ondate di calore che, a loro volta, potrebbero essere causa di frequenti episodi di siccità o di alluvioni.

Non è dato prevedere le conseguenze a lungo termine del surriscaldamento globale ma di sicuro possiamo evitarne buona parte con una buona consapevolezza di risparmio ed un maggiore rispetto per l’ambiente.

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