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Quali sono le principali energie rinnovabili in Italia

da Redazione | 10 Ottobre 2019

La sensibilità verso i temi della sicurezza e della sostenibilità ambientale hanno condotto negli ultimi anni ad una vera e propria trasformazione del settore energetico in Italia così come in Europa.

Negli ultimi dieci anni, in particolare, la produzione di energia da fonti rinnovabili ha reso le risorse naturali indispensabili per lo sviluppo sostenibile e per la salute dell’ambiente.

Apriamo quindi una piccola parentesi per capire quali sono le principali energie rinnovabili in Italia per poi analizzare gli studi sull’evoluzione della produzione di energia alternativa in Europa e nel nostro Paese.

Energie rinnovabili: che cosa sono e come sono prodotte

Le energie rinnovabili sono prodotte da risorse rinnovabili, sono dunque quelle forme di energia derivanti da fonti in grado di rigenerarsi, quali la luce del sole, il vento, la pioggia, le onde e le maree e il calore della terra.

Esse sono utilizzate per l’approvvigionamento di energia elettrica, oltre ad essere impiegate nel settore dei trasporti e dei servizi energetici rurali, così come per il riscaldamento e raffreddamento degli impianti idrici e dell’aria.

Le fonti di energia rinnovabile, a loro volta, si possono distinguere in programmabili (ad esempio gli impianti idroelettrici) o non programmabili (come l’energia eolica) in base alla possibilità di prevederne la produzione in rapporto alla domanda di energia.

Prima di passare ad analizzare i principali dati sulla produzione di energia elettrica e alternativa in Italia, vediamo quali sono le principali energie rinnovabili in Italia.

Energia idroelettrica

L’energia idroelettrica deriva dall’energia potenziale dell’acqua, che viene trasformata in energia elettrica grazie ad un meccanismo composto da una turbina ed un generatore.

Gli impianti, che raggiungono in Italia una potenza installata di 21,9 GW possono essere di due tipologie: ad acqua fluente se posizionati sui corsi d’acqua o a serbatoio per convogliare l’acqua in appositi condotti.

Energia eolica

L’energia eolica deriva dallo sfruttamento della forza motrice del vento che innesca la rotazione di un impianto a pale chiamato aerogeneratore producendo energia elettrica.

Gli impianti eolici in Italia, che rappresentano l’evoluzione dei mulini a vento, possono essere installati in aree collinari oppure in zone costiere e marine, in alto mare.

Il microeolico è invece caratterizzato da turbine di taglia inferiore, più adatte ad aree domestiche come i giardini.

In Italia la potenza degli impianti e parchi eolici registrata nel 2018 è pari a 10,1 GW.

Energia solare e termica

L’energia solare e termica è sfruttata tramite i pannelli fotovoltaici, che consentono di trasformare la radiazione dei raggi solari in energia elettrica.

La corrente continua prodotta dai moduli fotovoltaici viene infatti trasformata in corrente alternata per essere utilizzata in ambito domestico come energia elettrica.

Il solare termico, invece, è un impianto adibito alla produzione di acqua calda: esso sfrutta l’energia solare per riscaldare l’acqua sostituendo la classica caldaia e utilizzando un sistema di funzionamento tramite piani a serpentina o tubi sottovuoto.

Energia geotermica e bioenergie

Gli impianti geotermici in Italia permettono di sfruttare l’energia termica del sottosuolo utilizzando il calore degli strati più profondi della crosta terrestre per la produzione di energia elettrica.

Man mano che si scende in profondità, a temperature superiori ai 150°C, il vapore prodotto viene convogliato in una centrale con turbina dove tramite apposito generatore viene prodotta l’energia elettrica.

Le bioenergie in Italia derivano dai combustibili prodotti della biomassa solida o liquida come il cippato, gli oli vegetali o dai biogas, che alimentano veri e propri impianti a gas o a vapore.

Energia marina

L’energia marina viene prodotta dallo sfruttamento del movimento delle onde, delle correnti e dalle maree trasformando l’energia meccanica in energia elettrica.

Gli impianti in Italia sono in fase di sperimentazione, nel mondo possono essere presenti in forma sommersa con cilindri fissati ai fondali o galleggianti in mare aperto.

Energie rinnovabili: produzione in Italia e studi a confronto

I dati relativi alla produzione e ai consumi di energia elettrica sono registrati annualmente da Terna, la società che gestisce la rete di trasporto nazionale e che si occupa di redigere ogni anno il bilancio elettrico.

Dagli ultimi dati emerge che la produzione netta di energia in Italia ammonta a 282,7 TWh a fronte di una domanda pari a 320,5 TWh mentre la differenza viene colmata con le importazioni estere.

La produzione di energia elettrica in Italia è sempre più derivante dalle fonti rinnovabili ossia dallo sfruttamento dell’energia geotermica, idroelettrica, eolica, dalle biomasse e da quella solare.

In particolare nel 2017 la produzione nazionale lorda di energia ammontava a 295,8 TWh, con il 70.8% della produzione soddisfatta dal termoelettrico, per il 12,8% è stata invece coperta dalla produzione idroelettrica e per il 16,3% da quella geotermica, eolica e fotovoltaica.

Questi significativi dati hanno collocato l’Italia tra i principali paesi per quota di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili.

Uno studio ISPRA posiziona infatti il nostro Paese al secondo posto dietro la Scandinavia, classificando il parco termoelettrico italiano come quello contenente una quota di gas naturale che risulterebbe tra le più elevate in Europa con una tra le più ridotte emissioni di gas serra.

L’ISPRA ha dimostrato questi dati nel rapporto sui fattori di emissione atmosferica e gas a effetto serra dei principali paesi europei e confrontando i parchi termoelettrici dell’Unione sulla base dei combustibili utilizzati e delle emissioni nocive, incluso l’effetto serra.

Da un confronto con Germania, Francia, Spagna, Polonia, Regno Unito e Svezia, che totalizzavano fino al 2010 il 70% delle emissioni di produzione elettrica dell’Unione Europea, è emerso che in Italia le emissioni di gas serra hanno subito una diminuzione del 31% rispetto agli anni precedenti.

Questo risultato fa ben sperare per il futuro del nostro Paese collocandolo dietro soltanto a Regno Unito, Polonia e Germania, le cui percentuali di riduzione ammontano rispettivamente al 56%, 7% e 12% rispetto al 2015.

Vediamo quali sono in concreto le prospettive future per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, dagli studi più recenti alle previsioni del prossimo triennio.

Energie rinnovabili in Italia: ultimi dati e prospettive future

Nel 2018 si registra un aumento delle rinnovabili nel quadro europeo, dove la quota di elettricità derivante da fonti rinnovabili ha raggiunto il 32,3% a fronte di una diminuzione del 6% del carbone, che cala del 30% rispetto al 2012, grazie alla sempre maggiore ascesa di impianti eolici e alla rivitalizzazione dell’idroelettrico.

Anche l’Italia sembra prendere parte attiva di questa scalata facendo registrare una notevole crescita delle fonti rinnovabili, che, secondo quanto riferisce Terna, la cui quota sarebbe aumentata da un 33% ad un 35% nella produzione elettrica.

Rispetto ai dati registrati nel 2016, che avevano evidenziato una quota dei consumi energetici pari al 17,4%, nel 2018 l’Italia raggiunge un valore del 18,3%, con una netta crescita dell’eolico per la produzione di energia, che corrisponderebbe al 18% di tutta la produzione di energia derivante da fonti rinnovabili.

L’eolico contribuisce infatti nella misura di 18.000 GW con una intensa proliferazione degli impianti di media taglia soprattutto nel Sud, per quanto la potenza installata sia cresciuta meno del 10% negli ultimi cinque anni.

La diffusione del minieolico sembra invece aver conosciuto un livello senza precedenti grazie agli incentivi concessi per impianti sotto i 60 Kw e si ipotizza una crescita esponenziale anche nei prossimi anni.

Non meno rilevante il contributo degli impianti idroelettrici, costruiti agli inizi degli anni 2000.

Pur contribuendo al 40% della produzione elettrica nazionale, queste grandi centrali non risultano essere competitive, riducendosi ad una distribuzione locale in taglia ridotta per sostentare il fabbisogno di piccole realtà.

Si ipotizza una sempre maggiore evoluzione di questi impianti di taglia media che rappresenterebbero un ottimo investimento ed una forma di progresso anche in scala ridotta.

Il geotermico, al contrario, sembra il settore con minori possibilità di espansione in Italia.

La potenza installata nel nostro Paese non ha subito grandi cambiamenti negli ultimi anni e non si prevedono grandi inversioni di tendenza e prospettive future di miglioramento.

I dati di Terna: primo trimestre 2019

I dati più recenti elaborati da Terna riguardanti la domanda di elettricità e l’evoluzione delle principali energie rinnovabili in Italia risalgono al 2019.

La domanda di elettricità in Italia nel mese di Marzo 2019 sembra ammontare al 26,4 TWh, evidenziando un importante calo rispetto all’anno precedente, pari al 5,1%.

Sempre nel mese di marzo si registra un’impennata dell’eolico, che si conquista il primo posto tra le fonti rinnovabili, superando anche l’idroelettrico, che subisce un calo del 33.6% rispetto al 2018.

Importante anche la crescita del fotovoltaico, anche in questo caso superiore all’idroelettrico con una percentuale pari al 41,2%.

Analizzando i dati del primo trimestre 2019 la domanda di energia elettrica sembra aver subito un calo dell’1% rispetto al primo trimestre del 2018, mentre la produzione nazionale fa registrare un aumento del 3,3% ed un saldo negativo con l’estero pari a -23%.

Sempre nel primo trimestre 2019 le fonti rinnovabili fanno registrare una crescita del 5,3% rispetto ai primi mesi del 2018, con un aumento del 16,2% della produzione eolica, un incremento del 2% del termoelettrico ed una diminuzione dell’idroelettrico, che subisce un calo del 12% rispetto all’anno precedente.

Nel periodo da gennaio a marzo 2019 le fonti rinnovabili fanno registrare una quota pari al 31,8% sui consumi elettrici, evidenziando un notevole aumento rispetto al trimestre corrispondente dell’anno precedente.

Solo il fotovoltaico sembra aver coperto circa il 6.4% della domanda, mentre l’eolico ha una quota dell’8.8%, l’idroelettrico subisce un calo e scende al 9.3%, mentre le bioenergie e le energie geotermiche fanno registrare quote pari rispettivamente al 5,5% e all’1,8%.

Eolico e fotovoltaico coprono finora circa il 15,2% della domanda di energia elettrica nazionale facendo ben sperare in sempre maggiori investimenti nel settore a vantaggio di una maggiore sostenibilità ambientale.

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